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Allegri, pochi al mondo in grado di rimpiazzarlo. Dybala, ma dove puoi arrivare? Quarta Coppa Italia consecutiva e Scudetto, con il rammarico Kiev che cresce sempre di più…

Quarta Coppa Italia consecutiva, ottavo trofeo dal 2014 ad oggi. Ieri sera, a portare il trofeo in campo, è stato Andrea Pirlo. Campione di tutto con la maglia del Milan. Concesso a costo zero alla Juventus e artefice della rinascita bianconera nel 2011. Massimiliano Allegri, in fin dei conti, è stato un altro regalo dal pacco rosso e nero. Esonerato nel gennaio del 2014 dopo uno Scudetto, un secondo posto, un terzo e delle difficoltà inevitabili considerato lo smantellamento voluto dai vertici del club. Ha preso in mano una Juventus improvvisamente orfana del suo condottiero, Antonio Conte. Ha trasformato in stimoli le critiche e gli insulti nel giorno del suo arrivo. Si è inserito con umiltà, proseguendo il lavoro del suo predecessore senza troppi stravolgimenti per poi costruire progressivamente la sua squadra. I risultati parlano da soli, perché quattro Scudetti, quattro Coppe Italia, una Supercoppa e due finali di Champions beh, non sono da tutti. Mentalità vincente, una capacità di leggere le partite che nessuno ha. Una tendenza a coinvolgere tutto il gruppo che forse è mancata al suo amico\rivale Sarri. Il miglior allenatore da cui partire per costruire un ciclo. L’ha già fatto: basti pensare che ieri sera, fra campo e panchina, i reduci dalla finale di Berlino con il Barcellona erano solo tre. Buffon, Barzagli e Sturaro, su un totale di 18 giocatori. Passano gli anni, cambiano gli uomini ma non i risultati. Insomma, se Allegri e la Juventus dovessero prendere strade diverse, sono in pochi a poterlo rimpiazzare.

 

Un altro destinato a vivere un’estate turbolenta dal punto di vista del mercato è il buon Dybala. “E’ un corpo estraneo al gioco della squadra” hanno più volte detto alcuni. “La sua peggior stagione in bianconero” Secondo altri. Sapete la cosa bella? Forse è vero! Pensate, 26 gol stagionali. Uno ogni 99’ in campionato. Ma si parla di stagione poi non così positiva, e a ragione. Sì, perché la Joya più volte non ha brillato. Soprattutto in Europa, soprattutto nel momento cruciale dell’anno. Insomma, non è apparso fondamentale per la Juventus, lo dimostra la sua assenza nel capolavoro del Bernabeu. Ma se ha segnato così tanto in una stagione considerata da sette in pagella beh, dove può arrivare questo ragazzo quando il voto sarà 10? In alto, altissimo. Sarà il migliore al mondo, probabilmente. Ieri una partita incredibile: giocate a spaccare le linee del Milan, un paio di miracoli di Donnarumma e un quasi gol da centrocampo. La Juve ha un gioiello raro in casa. Cederlo potrebbe essere un vero peccato.

 

Un 4-0 netto, dicevamo. Il Milan sul mercato ha speso (male) la bellezza di 230 milioni. Morale della favola? E’ ancora lontano dalle top del campionato. Dalla Juventus non ne parliamo proprio. Anche perché, probabilmente, questa Juventus è la migliore di sempre. La certezza sarebbe stata raggiunta solo con una Champions in più in bacheca, ma i bianconeri a Kiev non ci saranno.  Sarebbe stato un finale di stagione ancora più elettrizzante di quanto lo sia già stato. Il rammarico c’è ed è grosso. Perché, come forza tecnica e mentalità, non è poi che vi fossero così tante squadre più forti. Certo, questa Juventus non è perfetta: mancano almeno un terzino destro e un centrocampista da top mondiale. Ma vedendo un Douglas Costa così, un Dybala travolgente come quello di ieri e la forza di un gruppo capace di sbancare San Siro nel giro di 5’, il senso di aver sprecato una bella occasione non lo leva nessuno. Certo, se Ronaldo non avesse fatto quello che ha fatto, se fosse stato fischiato il rigore di Cuadrado all’andata e se Oliver avesse fatto giocare sul contatto Benatia-Vazquez, saremmo qui a parlare di altro forse. Ma la storia non si fa con i se o con i ma. Si fa solo vincendo e la Juve lo sa meglio di tutti. Con una Coppa in più, in attesa della festa Scudetto. Momenti visti e rivisti, ma rari per dei comuni mortali. Scene da gustarsi fino in fondo, assolutamente.

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