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Ancora Buffon sul futuro: “Mi sento ancora calciatore. Di Agnelli la proposta più allettante fuori dal campo”

Ancora Buffon in conferenza:

Domanda ad Agnelli, qual è l’offerta proposta a Gigi, lontano dal campo di gioco?

Abbiamo ragionato su quale sia il ruolo che Gigi potrebbe ricoprire. Passa tutto da una formazione, per avere significato e consapevolezza di cosa significhi gestire una cosa a 360 gradi

Domanda per il numero 1: che mestiere vede per se stesso? L’addio vale anche per la Nazionale?

Per il fuori campo innanzitutto un periodo di formazione e di presa di coscienza per quello che vuol dire stare all’esterno del prato verde e in società. Significa vagliare quelli che possono essere gli interessi predominanti, quindi il tipo di indirizzo specifico da prendere. Per quel che riguardo la nazionale, diventerebbe complicato da gestire se Buffon diventasse un problema. E voglio tenermi lontano perché non penso di meritarlo. E penso che la Nazionale abbia già dei grandi e giovani portieri che hanno bisogno di fare le loro esperienze

Che cosa ti deve offrire il club che ti contatterà per convincerti a giocare?

Si va a percezioni, in base a ciò che ti trasmette l’importanza che puoi avere in un certo progetto, gli stimoli che potresti avere e poi anche il mio stato di forma fisico. Sono tante riflessioni che devo fare, senza lasciarmi condizionare dall’impeto e dall’esaltazione del momento. Sicuramente non sono uno, come dicevo tempo fa, che pensa che sia giusto andare a finire la carriera in chissà quale campionato di terza o quarta fascia, perché sono un animale da competizione e in quel contesto non potrei vivere e non mi sentirei a mio agio

Qual è l’orgoglio di sentirsi abbinato a ruoli importanti?

E’ un qualcosa che sicuramente mi inorgoglisce, ma per il tipo di carattere che ho non voglio mai dare delusioni a chi ha fiducia in me. Il giorno in cui avrò la certezza di intraprendere un altro ruolo lo voglio fare con la pienezza di quello che dovrò fare. Sento la responsabilità di non voler tradire la fiducia degli altri

Pensi alla squalifica per le parole del post Madrid?

Penso che sia anche giusto, non per quello successo in campo. L’arbitro ha dato un espulsione che ancora non ho capito il motivo. Anche voi dovreste porre un interrogativo a un’azione che non trova un riscontro coerente. Per quello che ho esternato fuori dal campo l’ho detto già qualche giorno dopo, è evidente che abbia trasceso e di quello ne sono dispiaciuto, perché in 23 anni di Champions League non sono mai stato espulso e nemmeno squalificato, quindi credo di aver sempre avuto una condotta educata con tutti. A distanza di giorni ho detto che il Buffon di quella sera non poteva che dire quelle cose. Passati 2 giorni è chiaro che mi è dispiaciuto aver, tra virgolette, offeso l’arbitro, perché l’arbitro è un essere umano che fa un lavoro difficile. E se l’avessi visto dopo due giorni l’avrei abbracciato, ma confermato il mio pensiero, cioè di restare un po’ più calmo in una partita così importante

Diventare dirigente alla Juve è un progetto?

Che io possa essere onorato di essere percepito come uno della famiglia in questi anni e in questi giorni, penso che Andrea me l’abbia fatto sentire con tanta forza. Devo anche dire una cosa: la Juventus è una società che programma il futuro e il futuro è vincente. Se un giorno dovrò essere considerato un elemento su cui fare affidamento, perché posso dare qualcosa alla causa, la Juve per me ha la precedenza su tutto. Ma non deve essere un imposizione o qualcosa che devo avere di diritto. La Juve mi ha dato tanto e quel qualcosa in più sarebbe un ulteriore gesto nei miei confronti

Futuro totalmente lontano dal calcio?

Sì, rianalizzando la stagione mi sono dimenticato un dettaglio da non sottovalutare. E’ stata un’annata faticosa, penso emotivamente Febbraio-Marzo per me sono stati veramente pesanti. Ti tocca dentro. Però poi da Aprile sono tornato ad essere leggere, fiducioso e felice come lo sono stato nei giorni migliori. In quel periodo ho pensato anche col presidente che se dovessi smettere di giocare non mi farebbero male anche un 6 mesi sabbatici, per poter ripristinare una situazione sentimentale normale, che in questo momento è presa un po’ d’assalto da tutto ciò che sta accadendo

Possibile esperienza in Premier?

Ho ricevuto qualche proposta molto interessante. La prossima settimana, a bocce ferme e in una situazione emotiva tranquilla, deciderò quale sarà la situazione migliore per me. Ora fare totosquadre e totocampionati non ha senso. Se un giorno decidessi di continuare è perché avrò l’ambizione di lottare ancora per grandi traguardi. E’ l’unico modo in cui concepisco lo sport

Qual è l’eredità più grande lasciata a Szczesny?

Secondo me Szczesny è un ragazzo intelligente, che fin dal primo giorno era anche incuriosito dal modo in cui si sta in uno spogliatoio come quello della Juve. Ma a parte me ha avuto tanti belli esempi da cui attingere una formazione da Juve: Giorgio, Barza, Marchisio, Khedira, Lichtsteiner, che oltre me hanno fatto la fortuna della Juve di questi sette anni

Cosa ti aspetti da Sabato?

La vivo normalmente, non chiedo niente se non quello che mi è già stato dato: rispetto, la stima, l’affetto. Cioè il sentire che sono stato sempre percepito come uno della Juve e uno da Juve. Per me questa è la più grande vittoria, perché poi per le celebrazioni non sono il soggetto adatto. Già da bimbo mi scocciavano i compleanni per non stare al centro dell’attenzione, figuriamoci Sabato. Alle persone va fatto sentire l’amore, il rispetto, la stima quando sono in vita e quello che mi offriranno Sabato lo porterò dentro con grande gelosia

Hai mai pensato di fare un anno alla Juve da vice?

Con Andrea abbiamo parlato di tutto in questi sei mesi. Ma un giocatore come me, che si è sempre professato juventino e ha sempre sottoscritto con forza il modo di pensare e di programmare della Juve, è cosa buona e intelligente capire quando è il momento. Questo è importantissimo. Perché la Juve ha un portiere che vale me e che ha 27 anni. Io per la Juve non posso vivere della situazioni di disagio. La fine è stata talmente bella che non ho bisogno di altro, mi sento fortunato ad avere avuto questa fine

Sabato si chiude un ciclo?

Sarebbe molto grave se io pensassi una cosa simile, vorrebbe dire non aver capito niente della Juve. La Juve prima di me ha avuto Zoff, Sentimenti, Peruzzi, Tacconi, Van Der Saar, che se io avessi solo la minima presunzione di pensare che senza di me chiudesse un ciclo sarei da rinchiudere. L’unica certezza che ha il tifoso della Juve è la famiglia, perché è da 95 anni che (la famiglia Agnelli) guida una squadra con una forza inequivocabile. Io sono una parte importante, ma solo una piccola parte di questo programma. La Juve programma già con largo anticipo le stagioni e non penso che si sia fatto trovare impreparata e senza di me continuerà a vincere

Cosa ti senti di dire al prossimo capitano, Chiellini?

A Giorgio non posso dare consigli, abbiamo vissuto in simbiosi per 13 anni, nello spogliatoio e in campo. Sappiamo perfettamente, abbiamo sviluppato con l’esperienza e la maturità, la modalità con la quale si arriva a dei risultati. E Giorgio incarna alla perfezione quello che deve essere il capitano della Juventus. Posso fargli un in bocca al lupo speciale e ricco di affetto. Perché tra i record e i traguardi c’è quello dell’imbattibilità… sono stato 1/20 di quel record, gran parte di quel record lo devo ai miei compagni e a uno come Giorgio, che è sempre stato un punto di riferimento e una certezza. Lo ringrazio di cuore e gli auguro – e sono sicuro – che farà il meglio per soddisfare le esigenze della Juve”

Sarai in campo il 4 Giugno per Italia-Olanda?

Non ci sarò, la nazionale ha caratterizzato la mia parentesi calcistica. Non ho bisogno di altro tipo di attestati di stima, di affetto e di celebrazioni varie. Le persone vanno rispettate e onorate se si pensa che abbiano un valore quando son vive e non quando so morte

Hai parlato con Casillas, visto che avete vissuto una situazione simile?

Non l’ho sentito e probabilmente per difetto mio mi sembra una situazione un po’ diversa. Qui hai delle persone che empaticamente ti sono vicine e che pensano che quello che accadrà da dopo Sabato sia la cosa giusta per tutti. Iker col Real non so come si siano lasciati e non so quali erano le volontà di entrambi

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