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Brocchi studia il Milan da finale. E trova tre motivi per sorridere

La quiete dopo la tempesta, più o meno. Ieri a Milanello le durissime parole pronunciate da Cristian Brocchi domenica erano sospese nell’aria: palloncini pronti a esplodere nel caso qualcuno non avesse compreso bene i concetti. Ma non c’è stato bisogno di ribadire nulla, anche perché in questi casi è meglio voltare pagina e concentrarsi sul lavoro. Il Milan ha cominciato la preparazione per la finale di Coppa Italia contro la Juve. Cristian Brocchi ha mille cose da fare e altrettante a cui pensare. Di sicuro dovrà cercare di diradare quella negatività che circonda l’ambiente e individuare gli undici giocatori che più degli altri credono nella possibilità di fare una buona prestazione contro la Juve e, perché no, di vincere. Qualche buona notizia c’è.

SENZA PAURA Contro la Roma il Milan è sembrato una squadra allo sbando. I motivi sono tanti e non è il caso di tornarci su. Però non va sottovalutata l’assenza di Montolivo, soprattutto per quanto riguarda l’approccio. Riccardo è il capitano e non avrebbe accettato di vivere una simile figuraccia. Avrebbe rimproverato i compagni meno attenti e comunque avrebbe avuto la personalità per farsi dare la palla e gestirla in modo da spezzare il netto predominio giallorosso. Motivato ulteriormente dalla nascita di Mariam e impegnato a convincere Conte di meritare una maglia per l’Europeo, Montolivo sfiderà la Juve con l’atteggiamento giusto: senza paura, sapendo che servirà un’impresa, ma consapevole che il calcio è pieno di storie all’apparenza impossibili.

MAGGIO, COPPE E GOL Una storia all’apparenza impossibile è quella del Siviglia, che giocherà tra qualche giorno la terza finale consecutiva di Europa League. Le prime due le ha vinte e in entrambi i casi al centro dell’attacco c’era Carlos Bacca. Il 14 maggio 2014, allo Juventus Stadium, il Siviglia vinse ai rigori contro il Benfica: il primo tiro dal dischetto fu segnato proprio dal colombiano. Il 27 maggio 2015, a Varsavia, il Siviglia festeggiò il bis battendo 3-2 il Dnipro: Bacca realizzò una doppietta e soprattutto il gol decisivo a poco più di un quarto d’ora dalla fine. A maggio, insomma, Bacca ha la piacevole abitudine di alzare una coppa dopo aver segnato. E se servisse un altro motivo per sorridere, i milanisti possono ricordare che nella semifinale dell’Europa League 2014-15 il Siviglia eliminò la Fiorentina vincendo sia all’andata sia al ritorno (3-0 e 2-0). Nella seconda gara, giocata a Firenze, Bacca realizzò il primo gol: in porta con i viola c’era Neto, che sabato sera sarà titolare nella Juve al posto di Buffon. E naturalmente era maggio, il 14, scrive La Gazzetta dello Sport.

RIECCO JACK Ma chi sarà il compagno d’attacco di Bacca nella finale di Coppa Italia? Una risposta certa al momento non c’è, anche perché non è certo nemmeno il modulo. Brocchi sta pensando a un Milan che possa interpretare due moduli diversi nella stessa partita e magari anche senza dover effettuare una sostituzione. Sotto questo punto di vista il giocatore fondamentale è Jack Bonaventura, che dopo il rientro part-time di sabato scorso è pronto per giocare dall’inizio. In che ruolo? Tre soluzioni: trequartista nel 4-3-1-2, esterno sinistro nel 4-4-2, punta esterna nel 4-3-3. Nei primi due casi, in un centrocampo costruito con Kucka, Montolivo e Poli, Bonaventura potrebbe sdoppiarsi. La Juve, schierata probabilmente con il 3-5-2, cercherà la superiorità numerica a centrocampo e allora il Milan potrebbe rispondere con un 4-3-3 i cui esterni alti (magari Honda e Bonaventura) garantirebbero le due fasi. Sono solo ipotesi, dalla doppia seduta odierna si comincerà a capire meglio quali sono le idee tattiche di Brocchi che dovrà ovviamente considerare le caratteristiche della Juve. Ma la presenza di Bonaventura è importante anche per ridare fiducia ai compagni e per sperare in un Milan più attento, più equilibrato e anche più convinto di poter far male ai Campioni d’Italia.

 

Bonaventura

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