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CALDERON, “Addio di Ronaldo? Grave errore di Perez”

Ramon Calderon, intervistato alla Gazzetta dello Sport ha parlato così riguardo all’affare Ronaldo-Juve, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa:

Non per Perez.

«Ancora fatico a crederci, pagherà per questo errore. Cristiano è il numero uno, il danno è enorme. Prenderlo nel 2009 costò molta fatica, ora ci rinuncia come se nulla fosse».

In particolare, che gli imputa?

«La cessione è il rifiuto nell’accettare l’eredità ricevuta dal sottoscritto, un merito non suo diventato peso insopportabile. E le incomprensioni con Cristiano ci sono sempre state, fin da quando Perez cercò di modificare i termini dell’accordo con lo United dopo che noi avevamo fatto tutto».

L’addio non è legato al denaro?

«Cristiano ha rifiutato l’omaggio d’addio che gli aveva offerto Perez con l’intento di salvarsi la faccia, le ragioni sono emotive. Io avrei fatto l’impossibile per trattenerlo».

Eppure entra una grande cifra.

«Per Cristiano è anche poco! L’affare è della Juve, grande Agnelli. Chi porta 50 gol come lui? Pensate a quanto speso per Neymar, Mbappé e Coutinho. Ronaldo è ancora superiore».

Quanto perde il Real?

«Tantissimo, ma solo più avanti ce ne renderemo conto. È uno che trascina i compagni sempre, contro tutti. Non esiste nessuno più decisivo».

Come lo immagina in Italia?

«Con altre coppe in bacheca e più di 50 reti, ora la Juve potrà seriamente ambire alla Champions. Gli italiani si esalteranno e sarà un perfetto esempio, in primis per i ragazzi».

Quanto guadagna la Juve?

«Il valore del club aumenterà incredibilmente, il prezzo pagato sarà annullato da pubblicità e sponsor. In pochissimo i soldi spesi saranno abbondantemente compensati».

Il vero segreto di Ronaldo?

«Si sveglia per superare se stesso, è un professionista esemplare che si cura in modo maniacale. Il carattere e le sue qualità lo rendono imbattibile, vive per il calcio. Sarebbe un fuoriclasse anche in altri sport, ha muscoli incredibili. Pensate alla rovesciata di Torino: i giocatori «normali» nemmeno immaginano certe giocate».

Com’è fuori dal campo?

«Per lui i valori umani sono tutto. Lo dimostrò nel 2009, rispettando la parola nonostante le tante offerte, e anche ora».

È il più forte di sempre?

«È sullo stesso piano di Di Stefano, Pelé e Cruijff. E non dimentico Messi».

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