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DA UNO A DIECI – Dal “motorino” di Douglas Costa al Comandante Max: il pagellone di Juventus-Atalanta

UNO– Alla sorveglianza dello Stadium. Brutta svista per gli steward all’ingresso dell’impianto di Torino che hanno lasciato entrare sul prato verde… il motorino di Douglas Costa. L’arbitro non si accorge di nulla e la difesa dell’Atalanta prova a fermarlo con le buone e con le cattive ma, la cilindrata è impressionante. Prende palla si traveste da Usain Bolt e serve l’assist al Pipita. Continua a correre anche sulla nostra rubrica e vola al punto 7.

DUE– Alla foga agonistica di Benatia. Sicuramente provocato, sicuramente dalla parte della ragione ma, come ribadito in conferenza da Allegri: “dopo un po’ basta”. Anche perché quel giallo lo esclude dalla sfida contro la Spal e poteva anche rischiare una squalifica corposa. Carina la scena alla Hulk, soprattutto per le tifose bianconere…  ma, alla Juve, la testa è tutto e bisogna sapersi controllare.

TRE– I gol di Blaise Matuidi con la maglia della Juventus in questo campionato. Centrocampista roccioso, occupa il campo con la sua fisicità ma, il francese è anche un ottimo realizzatore. Lo sanno bene a Parigi dove in 204 presenze ha realizzato 23 gol. Insomma la sua caratteristica principale è l’interdizione ma Blaise ha anche piedi buoni e spesso li mette in mostra.

QUATTRO– I punti che separano i bianconeri dal Napoli di Sarri. Sono bastati due match a stravolgere la corsa scudetto, i partenopei sono caduti in casa contro la Roma e non sono passati a Milano contro l’Inter e adesso si ritrovano sotto contro una Juventus che non vuole più fermarsi. Chi sperava in un annata “diversa” forse deve consolarsi … forse, perché mancano 10 giornate e la mentalità bianconera ci insegna a non dare nulla per scontato.

CINQUE– All’Atalanta di Gian Piero Gasperini. Buon gioco, tanta voglia di fare e, spesso, pericolosa contro le grandi. Ma non può bastare contro questa Juventus. I bianconeri lasciano il gioco agli avversari ma alla prima occasione non perdonano. La squadra di Allegri rispecchia le famose parole di Muhammad Ali: “Sono il più grande. Non solo li metto K.O., ma scelgo anche in che round farlo”.

SEI– I cartellini gialli per i bergamaschi, con Mancini che ne prende due, in meno di un minuto e lascia la sua squadra in dieci e sotto di un gol. La Juventus due minuti più tardi chiude la gara. E’ difficile contrastare la squadra bianconera anche sul piano fisico e spesso gli avversari sono costretti a fare fallo. Se poi Chiellini decide di reinventarsi “slalomista” non ti resta che buttarlo giù e andare anzitempo a fare la doccia.

SETTE– Alla partita di Douglas Costa. Imprendibile per gli avversari, finalmente i tifosi bianconeri e tutto il calcio italiano può godere di un fuoriclasse che viene nel nostro paese, invece di andar via. Una velocità fuori dagli “standard italiani”, dribbling e una lucidità nell’ultimo passaggio che stanno impressionando gli addetti ai lavori. Le sue doti si conoscevano già ma, vederlo in azione è sempre molto meglio.

OTTO– Come le squadre qualificate ai quarti di finale di Champions League. Due Italiane, dopo tanti anni (2007) riescono a qualificarsi poi, tre spagnole, due inglesi e una tedesca. Insomma il meglio del calcio europeo. Domani i sorteggi a Nyon poi due “battaglie” per Juve e Roma che, ironia della sorte, potrebbero anche trovarsi faccia a faccia. Ripetiamo dal 2007, quell’anno riuscì a Roma e Milan con quest’ultima che trionfò … Un segno?

NOVE– Come il Pipita Higuain. Gol e assist contro l’Atalanta e partita archiviata ma, quello che impressiona di più, è il suo lavoro, la quantità di palloni che scambia con i compagni, la forza che mette nel calciare verso la porta e il sacrificio a centrocampo quando serve. Aveva lasciato Napoli per vincere ed è andata bene già al primo anno. Ora però serve quel passo in più, quel trofeo che manca e sotto i colpi di Gonzalo anche i sogni possono diventare realtà.

DIECI– All’illusionismo di Massimiliano Allegri. Le squadre che affrontano la Juventus hanno sempre il pallino del gioco nelle loro mani, sembra che stanno facendo la partita che vogliono … ma è un trucco. Dal Tottenham al Napoli, all’avversario più umile, tutte sono cadute nel giochino architettato dal tecnico toscano. Dare convinzioni agli altri per poi punirli e avvilirli sul piano emotivo. Non è solo calcio, è “strategia militare”. Un dieci al comandante Max che arrivò a Torino tra i fischi e in poco tempo li ha trasformati in scroscianti applausi.

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