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DA UNO A DIECI – Dal ritorno alla Joya al ricordo di Astori, Capitano fra gli angeli

UNO- Come i tiri nello specchio della porta difesa da Strakosha. Uno soltanto al 93’esimo minuto.. quanto basta per portare a casa tre punti importantissimi. Equilibrio totale, come nel film Match Point. La palla restava lì, in bilico sul nastro (campo), a volte va oltre e vinci la partita, altre volte può tornare indietro e la “pareggi”. Sabato Dybala è andato oltre.

DUE- I diffidati ammoniti all’Olimpico. Prima l’ex della partita, Stephan Lichtsteiner, con un brutto fallo su Radu. Poi Alex Sandro, appena entrato. Due gialli che peseranno nella prossima sfida interna contro l’Udinese, perché, con De Sciglio ancora out, al momento resta solo Asamoah come terzino di ruolo.

TRE- I giorni che separano la sfida all’Olimpico dalla partita di Champions League a Londra. La Juventus ha un unico imperativo: Vincere. E’ nel DNA bianconero da sempre, in Italia ma anche fuori dai nostri confini. Certo sul piano del gioco si dovrà fare meglio rispetto a Roma, ma ci sono tutte le possibilità per farlo. Basta crederci, fortemente.

QUATTRO- Marzo, data storica. Direte voi: la notte degli Oscar? No. Gary Oldman è migliore attore protagonista ma non qui in Italia. Dopo 5 anni di legislature “tecniche” siamo ritornati al voto. Partita incerta e in forte equilibrio. Chissà se, alla fine, qualcuno dei candidati, proprio come Dybala al 93’esimo riuscirà ad ereditare le sorti di questo paese e vincere così la partita più importante per l’Italia.

CINQUE- ai 92’ minuti di Paulo Dybala. Quasi assente dal match. Qualche buona giocata ma non può bastare a decidere una partita così importante. Non può essere abbastanza per chi è un predestinato. L’argentino fa quello che può, torna da un infortunio e spesso è contratto, dialoga poco con il resto del reparto. Ma le partite non finiscono nemmeno nel recupero e al punto 10 seguiranno aggiornamenti …

SEI- il voto complessivo alla partita della Juventus contro la Lazio. Prestazione che rasenta la sufficienza per quanto visto in campo. Idee non chiarissime per Massimiliano Allegri che cambia, in corsa, più di una volta la formazione bianconera. Pronti e via 3-5-2, poca roba. Allora si prova il 3-4-3, niente. Prima della fine del primo tempo 4-3-3 con Lichtsteiner esterno alto a destra. Nel secondo tempo con l’ingresso di Douglas Costa si torna alle origini con Dybala falso 9, sarà stato il fato ma, proprio all’ultimo si vede la Juventus migliore.

SETTE- Le partite che mancano allo scontro diretto con il Napoli. Gli uomini di Sarri cadono contro la Roma. Ottima notizia per i bianconeri che possono fare ancora più pressione, da qui, allo scontro diretto, sulla formazione campana. L’insidia più grande di queste sette partite sembra il match casalingo contro il Milan, con la squadra di Gattuso in forte ripresa. Sette giornate per accumulare più punti possibili prima di ospitare il Napoli e, escludendo clamorosi risultati, giocarsi lo scudetto con la spinta dello Stadium.

OTTO- Alla Roma di Di Francesco che arriva a Napoli da “spacciata” e mette in campo una prestazione maiuscola, rimontando con il cuore lo svantaggio iniziale. Un assist alla Juventus, di quelli davvero niente male.

NOVE- come il numero di maglia di Gonzalo Higuain. Assente contro la Lazio, è finalmente giunto il suo momento. La Champions è alle porte e la sua doppietta all’andata non è servita a chiudere il discorso contro il Tottenham. Maledetto quel rigore sbagliato. Ma, come diceva un certo Michael Jordan, “Nella mia carriera ho sbagliato più di 9.000 tiri. Ho perso quasi 300 partite. Per 36 volte i miei compagni si sono affidati a me per il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito tante e tante e tante volte nella mia vita. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto”. Gonzalo, si può anche fallire, se sbagliare aiuta a vincere.

DIECI- Paulo Dybala. Ci prova, ma sembra non riuscire a trovare la giocata giusta. Sembra, perché quando il pareggio contro la Lazio si stava archiviando, lui pulisce una palla sporca tirando fuori dal cilindro una giocata, semplicemente da dieci. Tunnel, tenuta fisica su Parolo e in caduta accarezza il pallone che si insacca dove nessun umano poteva arrivare. Ecco la Joya, ecco tutto quello che ci aspettavamo da lui. Quelle magie, che alla fine di una stagione rivedi in video e continui ad esultare, perché manifesto dell’estro calcistico.

TREDICI- Non possiamo non annoverare, in questa rubrica, che parla di calcio così come parla di vita, la numero 13 di Davide Astori. Il mondo del calcio e non solo, piange la scomparsa di un uomo fantastico, un’atleta serio, un ragazzo che a soli trentuno anni dà l’addio al rettangolo verde e alla vita nel peggiore dei modi. In queste vicende non esistono colori, non esistono avversarsi. Sono episodi che ti lasciano inerme, frastornato. Guardi e riguardi le immagini di questo ragazzo che ha avuto la fortuna di fare di una passione il suo lavoro e, Davide, lo faceva anche molto bene. Ogni parola può essere banale e scontata in virtù di quanto accaduto ma non potevamo nemmeno tacere, non potevamo non ricordare l’uomo che si vestiva da eroe ogni domenica per la gioia dei suoi tifosi. Ecco Davide nel nostro piccolo questo è un omaggio per te che, da lassù ci seguirai con il tuo solito sorriso.

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