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DA UNO A DIECI- Dalla serata “in bianco” all’autobus di Ferrara: il pagellone di Spal-Juventus

UNO– come il punto che la Juventus raccoglie dopo la trasferta a Ferrara. Uno stop che lascia l’amaro in bocca, viste le occasioni create e la sterile pericolosità della Spal. Un punto anche per gli emiliani ma che vale come una vittoria, contro la regina del campionato,  gli uomini di Semplici fanno un carico psicologico importante in vista della lotta alla salvezza.

DUE– come quelli persi che, in caso di successo del Napoli questa sera, potrebbero essere anche i punti che separano le prime due forze del campionato. La Juventus non è riuscita, come accade da diversi mesi, ad essere incisiva, cinica e determinata. Complice la stanchezza, le tantissime partite ravvicinate, la sfortuna ma, una squadra come quella bianconera non può trovare alibi, ora, dopo la pausa bisogna ripartire forte.

TRE– i cambi di Allegri rispetto alla partita infrasettimanale contro l’Atalanta. Fuori Lichtsteiner, Benatia e Mandzukic, dentro, rispettivamente, De Sciglio, Rugani e Alex Sandro. Se in difesa le modifiche hanno reso abbastanza bene, soffrendo praticamente nulla. In attacco Alex Sandro non ha la fisicità di Mandzukic e in una partita molto fisica perde qualcosa.

QUATTRO– come potevano essere le punizioni vincenti di Paulo Dybala in questo campionato. Al 45’ minuto del primo tempo, dalla sua mattonella preferita la Joya, alla sua 150’esima presenza in Serie A colpisce la parte alta della rete sopra l’incrocio dei pali. Niente gioia per i bianconeri, niente vittoria ma un monito per le prossime partite su consiglio di Bukowsky: “L’uomo è nato per conquistare a fatica ogni centimetro di terreno. Nato per lottare…”

CINQUE– come i duelli in Champions League contro il Real Madrid, nella doppia sfida, a favore della Juventus: 96’, 2003’, 2005’, 2008’ e 2015. “Letali” invece le due finali contro gli spagnoli, 1998 e la sconfitta, di quasi un anno fa, gridano “vendetta”. Alla Juventus è toccato ancora una volta il Real ma guardando i precedenti del doppio confronto non è giusto dire: “Alle merengues è toccata un’altra volta la Juventus?”.

SEI– a Douglas Costa che accende il motorino questa volta solo all’inizio. Qualche buono spunto nel primo tempo, finisce la benzina nella ripresa. Contro l’Atalanta nemmeno Vincenzo Nibali poteva stargli dietro con la sua bici, ieri invece lo squalo dello stretto ha messo il turbo aggiudicandosi la Milano-Sanremo e il brasiliano ha svolto il ruolo di semplice gregario.

SETTE– alla Spal di Leonardo Semplici. Gli emiliani rispecchiano in pieno il cognome del proprio allenatore. Semplicità, fisicità e carattere. Perché affrontare questa Juventus non è facile per nessuno e, alla fine, sarà stata la giusta dose di fortuna, sarà stata la non brillante prestazione di Higuain e Co., sono riusciti a raccattare un punto prezioso, con le unghie e con i denti.

OTTO– come i whitewash dell’ ItalRugby. Non va bene ai giganti italiani della palla ovale che per l’ottava volta nel Sei Nazioni escono dal torneo con 0 vittorie. Ieri una gran partita, persa nel finale 27-29, un vero peccato. Ieri gli azzurri e la Juventus sono andati “in bianco” ma il futuro è sicuramente dalla loro parte. Sudore e sacrificio come questo sport insegna e la bellezza del terzo tempo che nel calcio manca e, forse, ne avrebbe tanto bisogno.

NOVE– le partite che mancano alla fine del campionato. Nove finali per la Juventus che vuole andare per il settimo centro consecutivo in Italia. L’avversario è il Napoli, squadra che ha dimostrato di vivere una stagione al massimo delle potenzialità e che se la giocherà fino alla fine. Il principale avversario dei bianconeri è la Juventus stessa, come dice Allegri ma, per consolidare una leadership nazionale la Vecchia Signora deve scendere a compromessi e lo sapeva bene Mandela: “Il compromesso è l’arte della leadership e i compromessi si fanno con gli avversari, non con gli amici.”

DIECI– all’autista dell’autobus della Spal. E’ lui il vero protagonista di questo anticipo di campionato. Chiamato in causa per portare i ragazzi di Semplici dall’albergo al campo, non trova posto all’esterno e decide di parcheggiare l’automezzo dietro le spalle di Meret. Qualche vetro rotto, qualche pericolo di troppo ma alla fine l’autista con la sua Spal centra l’obiettivo. Onore a lui e onore agli emiliani.

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