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DA UNO A DIECI- Dal “primo squillo” europeo di Dybala alla carica di Buffon e Chiellini: il pagellone di Tottenham-Juventus

UNO – come l’unico gol in sette presenze in Champions, in questa stagione, per Paulo Dybala. Torna al gol europeo dopo la doppietta nei quarti di finale dello scorso anno contro il Barcellona. Come sabato contro la Lazio realizza un gol importantissimo per la stagione bianconera. Un’altra perla del numero 10 della Vecchia Signora che garantisce l’accesso ai quarti. Decisivo.

DUE- come gli argentini nella rosa della Juventus, Paulo Dybala, appunto, e Gonzalo Higuain. Due nomi, due garanzie di successo. Ribaltano il match a Wembley con due colpi da fenomeni e permettono alla Juventus, sulle note del più appassionante tango argentino, di continuare a credere in quel sogno europeo che rappresenterebbe una ciliegina sulla torta sul percorso intrapreso sette anni fa.

TRE- come i minuti che servono alla Juventus per ribaltare la sfida contro il Tottenham che si era fatta decisamente in salita. Il “dominio” degli inglesi dura poco più di un’ora e, in soli tre minuti, si ritrovano sotto, in casa, contro una squadra di guerrieri. Questa Juventus ha sicuramente letto Orazio che, nelle sue “Odi” scrisse la locuzione latina: Carpe Diem…

QUATTRO- all’arbitro polacco, Szymon Marciniak. E siamo stati clementi. Madornale l’errore al 17’ minuto sul punteggio di 0-0. Vertonghen entra in scivolata su Douglas Costa, in area di rigore, travolgendo il brasiliano. Per l’arbitro non è calcio di rigore ma, rivedendo le immagini, la svista è clamorosa. Al 90’ poi il Tottenham colpisce un palo con Kane che poteva allungare la sfida ai supplementari, ma l’attaccante inglese era in netto fuorigioco. Due errori gravi che potevano penalizzare molto la Juventus.

CINQUE- i gol di Gonzalo Higuain in questa edizione della Champions League. Tra l’altro gol sempre importanti, alla faccia di chi lo considerava un attaccante poco decisivo nelle grandi sfide. Nel computo della doppia sfida agli inglesi, tre gol, un assist e un rigore sbagliato all’andata. Insomma devastante per la difesa degli Spurs che, affonda, sotto i colpi del Pipita.

SEI- ai primi sessanta minuti della Juventus. Prestazione che rasenta la sufficienza ma, che, con discreta sofferenza riesce a tenere in partita gli uomini di Allegri, penalizzati anche dalle scelte arbitrali. Troppi falli a metà campo, troppi cartellini che peseranno nella prossima sfida soprattutto a Pjanic e Benatia, diffidati. Poi il tecnico toscano ha deciso di invertire la rotta e i suoi cambi hanno dato una spinta in più.

SETTE- al sudcoreano Son Heung-Min. Nel pre-partita si parla di Kane, Delle Alli, Eriksen, ma nessuno si preoccupa del numero sette degli Spurs. Poi inizia il match e l’esterno offensivo mette in scena una prestazione maiuscola, condita dal gol del momentaneo vantaggio inglese. Nel secondo tempo cresce la Juventus ma lui è l’ultimo a mollare, provando a creare sempre qualche occasione pericolosa. Parafrasando il film di Edward Zwick: “L’ultimo Samurai”.

OTTO- alla genialità di Massimiliano Allegri. Dopo un’ora di sofferenza, dove la Juventus stenta a uscire fuori dalla propria aria di rigore, il tecnico toscano opera due cambi che si riveleranno decisivi. Dentro Lichtsteiner e Asamoah e i bianconeri cambiano subito volto. Un’intuizione? Una botta di fortuna? Noi optiamo per la prima ipotesi anche perché, Max ci ha abituati a queste ottime letture nel corso di una partita.

NOVE- all’urlo di rabbia, gioia, forza, insomma alla carica tra Buffon e Chiellini. I due veterani bianconeri hanno appena sventato un’occasione pericolosa sull’1-2 e si lasciano ad una potente scarica di adrenalina. In quell’urlo c’è la forza di un gruppo fondato su piloni solidi, su uomini, come Gigi e Giorgio che racchiudono in tutto lo spirito di questa squadra. Sofferenza, “lotta”, sudore e collettivo.

DIECI- alla civiltà inglese e all’omaggio di Wembley a Davide Astori. Dieci ai tifosi bianconeri accorsi a Londra per sostenere la propria squadra, ma che non hanno dimenticato di portare con loro un messaggio, un cartello per il capitano viola. Le immagini che ci arrivano da Firenze, nel corso del suo funerale, sono qualcosa da immortalare nel cuore di ogni sportivo. Anche la Juventus era presente, nonostante la lunga trasferta. Nessuno di noi avrebbe mai voluto esserci ma, forse oggi, esserci è la cosa più bella che possiamo regalare all’eterno capitano.

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