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Circolo dei lettori, Torino, presentazione del libro "Il mio calcio libero"

ESCLUSIVA MB BONANSEA: “Dopo il Mondiale la gente si è appassionata. E la Juve ha fatto partire tante macchine”

Barbara Bonansea, attaccante della Juventus Women e della Nazionale italiana di calcio femminile, mercoledì – insieme al coautore Marco Pastonesi, storica firma de La Gazzetta dello Sport – ha presentato il suo nuovo libro presso il Circolo dei lettori di Torino. Ma prima dell’evento vero e proprio, abbiamo avuto la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con la 11 bianconera, una delle personalità più importanti e famose del Movimento e autrice, tra le tante soddisfazioni personali già raggiunte, della doppietta in maglia azzurra nella partita d’esordio di Francia 2019 contro l’Australia, che ha fatto sognare milioni di italiani.

Iniziando dal libro, un viaggio romantico che parte dai campi di calcio di periferia di Bricherasio, comune di poco più di 4.000 abitanti nella provincia di Torino, Barbara si rivolge alle tante ragazzine che si stanno affacciando ora alla finestra del calcio femminile: “Diciamo che noi, che siamo arrivate in questo momento, lo abbiamo fatto con una passione veramente estrema. Se siamo arrivate qua – continua l’attaccante – è perché i nostri genitori ci hanno aiutato, ma avevamo una passione dentro. Loro possono sognare di diventare qualcuno, noi lo facevamo perché ci piaceva veramente tanto. Tante ragazze dicono ‘Eh mi piacerebbe ma non c’è la squadra’. Ecco, bisognerebbe riuscire a includerle anche se si abita in un paese di 4.000 persone“.

Ma il pregiudizio, soprattutto anni fa, poteva veramente risultare un muro difficile da superare: “Il problema mio era quello: erano i genitori, non i bambini. Dicevano ‘E’ una femmina, perché gioca con te? E quindi poi i bambini riportavano questa cosa sul campo. E succede ancora adesso. Di meno, secondo me, ma succede ancora… quindi bisogna fare ancora questo passettino e far capire che è uno sport come tutti gli altri e, se piace, perché devi negarlo a tua figlia? Sicuramente lo sport in Italia è il calcio maschile, quindi nella testa dei genitori c’è solo questo. Però sarebbe bello che le bambine potessero fare quello che a loro piace“.

Ma il cambiamento, rispetto a un paio di decenni fa, c’è stato ed è innegabile. Complice poi quel fenomeno mediatico che è stato il Mondiale di Francia 2019, sottolineato a più riprese un po’ da tutte le protagoniste e in particolare dall’allenatrice azzurra Milena Bertolini, il passo in avanti decisivo sembra essere stato fatto e la strada da seguire è tracciata: “Ci sono stati diversi cambiamenti da quel Mondiale ad adesso. Io sento – aggiunge la 11 – che la gente si è appassionata, ci sono tanti che ci vengono a vedere e tante che ci riconoscono. Secondo me molte persone che stanno anche ai piani alti, in Federazione, si sono accorte di noi e vogliono investire perché è un calcio che piace. Quindi sì, secondo me abbiamo fatto un bel passo in avanti e non stiamo tornando indietro, anzi… stiamo cercando di continuare a crescere“.

Una crescita che in Italia è passata soprattutto dalle Women, che fin dalla sua nascita ha dato uno scossone forte al Movimento: “Juventus è sicuramente un nome che fa scalpore, quindi vederla che investe nel Calcio femminile ha fatto partire tante macchine intorno. I media, le tv, i giornali. Hanno parlato molto di questo ed è servito parecchio per il Calcio femminile. Poi, io ero al Brescia, un top club dove ho lasciato un pezzo di cuore. Lì era tutto veramente bello però è stato molto difficile. Alla Juventus siamo delle professioniste, trattate da professioniste anche se non lo siamo realmente. Però è stato un salto di qualità che abbiamo fatto qua in Italia“.

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