Home / Esclusive / ESCLUSIVA MB – Da predestinato alla paura di smettere. Matteo Liviero, l’uomo che in campo ha rischiato la vita e che adesso sogna la Juve: “Un giorno giocherò allo Stadium…”

ESCLUSIVA MB – Da predestinato alla paura di smettere. Matteo Liviero, l’uomo che in campo ha rischiato la vita e che adesso sogna la Juve: “Un giorno giocherò allo Stadium…”

Matteo Liviero ha appena 23 anni, ma già un lungo elenco di squadre alle spalle: considerato uno dei terzini più promettenti della sua generazione, tanto da essere convocato in tutte le selezioni giovanili della Nazionale, ha cambiato già sei maglie da quando ha iniziato la carriera professionistica e questo la dice lunga sullo spirito battagliero e sul coraggio di un giocatore che, nonostante la giovane età, ne ha già vissute tante. Cresciuto nelle giovanili della Juventus, dove trascorre cinque anni da assoluto protagonista, alla sua prima stagione nel calcio dei grandi fra le fila del Perugia deve subito far fronte ad uno sgradevole imprevisto: “Sì, mi ricordo molto bene quel giorno – racconta Matteo Liviero, oggi in forza alla Juve Stabia, in esclusiva ai nostri microfoni – Si giocava un Perugia-Pisa ed io ero alla mia prima esperienza nel calcio che conta. Ebbi uno scontro di gioco molto violento con Buscè e capii subito che si trattava di qualcosa di grave, ma decisi di non fermarmi. Tornato a casa mi sentivo debole, mi portarono in ospedale e mi operarono d’urgenza, perché avevo un rene lesionato. Rischiai molto, non solo la carriera ma anche qualcosa di più importante. Da quella esperienza ne sono uscito, però, più forte e adesso continuo a combattere per il mio sogno”.

E quale sarebbe questo sogno?

“Beh, non ho dubbi: tornare a giocare allo Juventus Stadium con la maglia dei Campioni d’Italia. Adesso per un terzino sinistro come me è dura, perché in quel ruolo la Juve può contare su giocatori veramente forti, ma non mi arrendo. E poi voglio allenarmi con Dani Alves, mio idolo da sempre”.

E pensare che solo sei anni fa il tuo sogno è stato in parte esaudito…

“Sì, che emozioni. La Juve giocava ancora all’Olimpico e lo Juventus Stadium doveva essere costruito, ma questo poco conta. Feci il mio esordio in prima squadra in un Juventus-Salisburgo di Europa League. Non erano momenti molto belli per i tifosi bianconeri. La partita terminò 1 a 1, ma mi porto dietro un gran ricordo di quella notte magica. Non me lo aspettavo proprio di fare il mio esordio in quell’occasione, anche perché solo qualche mese prima giocavo negli Allievi, nemmeno in Primavera e avevo appena 17 anni”.

Non era magari la Juve di sempre, ma c’erano pur sempre campioni del calibro di Buffon, Del Piero, Trezeguet, Marchisio, Chiellini e altri. Hai imparato molto da loro?

“Esatto, nonostante fossero anni difficili, parliamo sempre di una Juve imbottita di campioni, alcuni dei quali si sono poi resi protagonisti dei successi di questi anni. I giocatori che più mi hanno dato una mano sono stati Marchisio, Pepe e Grosso. E poi come dimenticarsi di Del Piero? Siamo compaesani, nati a pochissimi chilometri di distanza. Magari riuscissi a fare anche solo una parte di quello che è riuscito a fare lui per questa maglia”.

Ma come sei approdato in bianconero?

“Giocavo nel Montebelluna, una squadra veneta che milita tutt’oggi in serie D. Poi arrivò la chiamata da Torino. Arrivai a Vinovo quando ancora non riuscivo a capire cosa mi stesse accadendo. Poi in bianconero ho trascorso anni importanti, che hanno rappresentato per me una vera e propria scuola di vita. Lì ho imparato come si lavora, lì ho appreso la mentalità giusta con cui si deve affrontare questo sport”.

Per arrivare ad esaudire i propri desideri bisogna prima lottare: hai girato molto in questi anni. Adesso l’esperienza con la Juve Stabia in Lega Pro. Come ti stai trovando?

“Sì, ho cambiato molte squadre, senza mai riuscire a giocare per due anni consecutivi con la stessa maglia: Perugia, Carpi, Juve Stabia, Pro Vercelli, Lecce e, adesso, ancora Juve Stabia. Nonostante sia nato in Veneto, mi trovo molto bene a Castellamare di Stabia, per questo ho deciso di tornare. Purtroppo la stagione non è iniziata bene, perché mi sono lesionato il menisco nella prima partita in Coppa Italia contro il Livorno. Sono stato fuori a lungo, ma domenica scorsa sono tornato a giocare dal primo minuto. Sto recuperando, mi sento sempre meglio e qui c’è un gruppo che mi può aiutare tanto. Ogni consiglio è utile per realizzare il mio sogno”. (foto tratta dal profilo Facebook del giocatore)

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