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ESCLUSIVA MB – L’amore per il calcio, lo studio e la stima per il fratello. Parla Silvia, la sorella di Chiellini: “Sogno un’Italia che creda nel calcio femminile. Giorgio, fai il triplete e poi l’allenatore!”

“Scusi se l’ho fatta aspettare ma sa, avevo un esame importante da fare”. Inizia così la nostra chiacchierata con Silvia Chiellini, sorella del grande Giorgio. Quest’ultimo da anni difende la porta di Buffon dagli attacchi degli avversari e, proprio come lei, non ha mai tralasciato gli studi: “Ormai da mesi mi sono trasferita in Spagna per studiare fisioterapia. In Italia purtroppo ci sono pochi posti per entrare e allora ho preferito buttarmi in questa nuova esperienza”. Coraggiosa la ragazza, oltre ad essere estremamente simpatica e… sportiva ovviamente: “Sì, fra poco più di un’ora ho il ritrovo con la squadra. Non ho voluto abbandonare il calcio e ora gioco nella Ciudad de Murcia. Oggi abbiamo una partita molto importante, perché, oltre ad essere un derby, è una gara di play-off. Inoltre partiamo anche sfavorite a causa dei tanti infortuni, ma non molleremo”. Ma come è visto in Spagna il calcio femminile? “Beh, su per giù è come in Italia, solo che qui ci sono molti più tifosi. Seguo con molto piacere la Fiorentina Women’s, la prima squadra femminile allestita da una società professionistica nel nostro paese. Questa è la linea da seguire. Alla Juventus ci sono già l’Under 12 e 14 e, parlando con determinate persone, credo che anche lì ci sia l’intenzione di allestire una squadra. Vedremo…”. Poi il discorso verte sulle dinamiche familiari e sul rapporto con il fratello: “Nei miei confronti Giorgio è sempre stato buono, premuroso, affettuoso. La cosa curiosa è che, in pratica, non abbiamo mai vissuto insieme, perché ci sono tanti anni di differenza e lui è partito presto per iniziare la sua carriera andando a giocare a Firenze. Però ci sentiamo quotidianamente, soprattutto dopo le partite”. E fra difensori l’oggetto della discussione non possono non essere gli attaccanti: “Beh, mio fratello ne ha marcati tanti – Ci spiega Silvia – Quelli che teme di più? Messi, Suarez e Neymar secondo lui sono i più forti, senza scordarsi però di un certo Zlatan Ibrahimovic. Purtroppo non sono potuta andare al Camp Nou, perché mi trovavo in vacanza. Però non concedere un gol a quei tre fenomi è un qualcosa di storico, un prodigio che solo la difesa più forte al mondo poteva fare”. Chiellini, nella sua grande carriera, di bomber da pelare ne ha sempre avuti e con il suo stile aggressivo e, allo stesso tempo, preciso e puntuale è riuscito ad uscire da questi duelli molto spesso come vincitore. Poi certo, ci sono anche le critiche: “Sa, quelle ci stanno come in tutte le cose – Riprende Silvia – Lui però cerca di trasformale in critiche costruttive e di tirarne fuori il meglio. In molti scherzano sulla sua scarsa tecnica e anche lui ci ride sopra! Sa di non avere la classe di Bonucci, ma è consapevole di avere altri punti di forza. Poi per giocare dodici anni nella Juve e tanti altri in Nazionale, tanto male tecnicamente non devi essere…”. Si parla anche del presente e di quel triplete decantato da chiunque: “Sì, ma lui non ne parla mai – Ammette Silvia – È un ragazzo molto scaramantico. Con il Monaco saranno due partite toste anche se, probabilmente, il sorteggio sarebbe potuto andare peggio. Loro sono una squadra giovane e spensierata, oltre che molto forte. Non hanno niente da perdere e per questo costituiscono una bella trappola”.

Occhio, dunque. A Montecarlo non sarà facile, così come non lo sarà qualche giorno dopo a Torino nella gara di ritorno. La Juventus, però, non può fallire. Questa coppa la deve vincere, lo deve ai tifosi ma anche ai senatori dello spogliatoio, quelli che dalla Serie B sono risaliti fino al tetto d’Europa. Fra questi c’è anche Chiellini, prossimo ai 33 anni. Ma cosa farà una volta appese le scarpe al chiodo? “Eh, questa è proprio una bella domanda. Sa cosa? Io lo vedrei bene anche come allenatore, perché è molto carismatico ed intelligente, anche tatticamente parlando. Comunque di una cosa possiamo essere certi: Giorgio finirà la carriera con questi colori. Ama troppo la Juventus e Torino come città. Sono la sua vita”.

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