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ESCLUSIVA MB, Prandelli: “Juve, ora puoi entrare davvero nella leggenda. Non è impossibile sostituire Pogba”

La prima giornata di campionato si avvicina. Juventus-Fiorentina, la gara sicuramente più interessante dell’esordio, non appare più come un orizzonte lontano, bensì come un ostacolo visibilmente vicino, da superare ad ogni costo per imporre fin da subito la propria supremazia alle dirette concorrenti. Vincere è, dunque, l’unico compito che aspetta la Juventus, vietato sbagliare, vietato commettere gli errori di quel lontano Marzo del 2008, quando la Fiorentina di Osvaldo e Papa Waigo, dopo aver rimontato il gol di Camoranesi, sbancò Torino con un incredibile 3 a 2, ad anni e anni di distanza dall’ultimo successo gigliato contro i bianconeri. La nostra redazione ha deciso di contattare in esclusiva Cesare Prandelli, ex commissario tecnico della Nazionale italiana, allenatore di quella Fiorentina e giocatore della Juventus dal 1979 al 1985, una parentesi lunga e felice, durante la quale vinse tutto sia in Italia che in Europa. Queste le sue parole sulla condizione attuale dei Campioni d’Italia e sul suo futuro:

Higuain, Pjaca, Benatia, Pjanic, Dani Alves e una campagna acquisti stupefacente. Mister Prandelli, siamo davanti alla Juventus più forte della storia? 

“Per dire questo bisogna aspettare, perché solo le vittorie lasciano il segno. Nella storia del calcio ci sono state molte squadre dalle grandissime potenzialità, ma quelle ricordate sono le squadre che riescono ad alzare i trofei. Questa Juventus è stata costruita per diventare leggenda e i tifosi giustamente sognano, in quanto sono stati presi giocatori di livello mondiale. Per dire che questa Juventus è la più forte di sempre bisognerà aspettare l’esito del campo. Nel calcio serve equilibro, è uno sport questo che richiede un insieme di fattori. Vincere, vincere e ancora vincere, questo deve essere l’unico dogma di questa stagione per i bianconeri, come lo è sempre stato anche negli anni passati. La Champions non deve essere più un sogno”.

Sarebbe una Juventus competitiva anche con la partenza di Pogba? 

“La cessione di Pogba si è concretizzata dal momento in cui è stato acquistato Higuain. Nonostante la solidissima struttura economica sulla quale la Juventus può, attualmente, contare, io penso che nel calcio di oggi sia necessario mirare ad un perfetto equilibrio fra entrate ed uscite. La società bianconera è molto seria e avrà sicuramente pensato a questo aspetto. Sostituirlo è difficile, ma non impossibile”.

Prima giornata di campionato ed è subito Juventus-Fiorentina, la partita più attesa dell’anno dai tifosi viola e pilo miglior test che potesse capitare ai bianconeri per dimostrare subito il loro valore.

“Innanzitutto è un peccato che una partita così bella capiti subito alla prima giornata. Nelle prime 3 o 4 partite della stagione manca, infatti, lo spirito giusto, in quanto le rose si devono ancora completare e i nuovi acquisti devono ben assimilare i nuovi schemi. Detto questo, si tratta di una partita che sulla carta vale sempre la pena vedere. Contro la Juventus sono sempre gare particolari, facili anche da preparare, dal momento che l’elevato spessore dell’avversario e il calore del pubblico viola ti costringono a dare il 100%. Sono sicuro, dunque, che la Fiorentina verrà allo Stadium per giocarsela e non per contenere e basta. Quando nel marzo del 2008 espugnammo Torino, mi ricordo che a quel match arrivammo al top, riuscendo a ribaltare un risultato che in molti pensavano essere ormai assodato. La Juventus si ricordi di quel precedente e non sottovaluti l’avversario”.

Un ultima domanda riguardo al suo futuro me la deve concedere: dopo la telenovela Lazio, il suo nome è stato e continuerà ad essere accostato a molte squadre. Qual è il suo stato d’animo?

“Mah, riguardo al mio stato d’animo devo dire che sono molto sereno. So che il calcio è un ambiente particolare. Pensavo che una stretta di mano fosse una cosa importante, ma evidentemente nel calcio non lo è. Bisogna immediatamente voltare pagina e guardare avanti. So di avere perso molte possibilità, ma non ho nessuna intenzione di mollare”.

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