Home / Esclusive / ESCLUSIVA – Storia di cuore e di passione, tra Berlino e Cardiff. Ricordate Nicolò De Marchi? Andò in Germania in bici: “Emozione pazzesca, dissi una cosa a Dybala…”.
img_4614

ESCLUSIVA – Storia di cuore e di passione, tra Berlino e Cardiff. Ricordate Nicolò De Marchi? Andò in Germania in bici: “Emozione pazzesca, dissi una cosa a Dybala…”.

Fin dove si spinge l’amore di un tifoso verso la sua squadra? Cosa siete disposti a fare per vederla in finale di Champions? È la domanda che, due anni fa prima della vittoria in semifinale contro il Real, la Juventus ha lanciato ai suoi follower su Twitter. Tantissime le risposte: “#SeAndiamoInFinale mi taglio la barba“, “#SeAndiamoInFinale vado in ufficio con la maglia della Juventus“, “#SeAndiamoInFinale mi tatuo Padoin sul braccio“. Tutte promesse mantenute. Ma ce n’è stata una che la Juventus ha voluto premiare “#SeAndiamoInFinale vado a Berlino a piedi“.

Su due piedi ho scritto la prima cosa che mi è venuta in mente con l’obiettivo di prendere qualche mi piace ed essere retwittato dalla Juventus, per noi tifosi significa tanto. Sembrava finita lì“, racconta a MondoBianconero.com Nicolò De Marchi, grande tifoso bianconero diventato famoso per l’impresa compiuta a cavallo tra maggio e giugno 2015 in cambio di un biglietto per assistere alla finale di Champions League contro il Barcellona.

Ma andiamo con ordine. Sembrava finita lì, ma una volta conquistato il pass per la finale, la società di corso Galileo Ferraris ha raccolto la scommessa del giovane ventiduenne originario di Chioggia: “Ecco la strada, ma sei già in ritardo. Che ne dici di provare in bici?”, gli ha risposto la Juve su Twitter. “All’inizio, quando mi hanno contattato, ho pensato che fosse uno scherzo” – spiega Nicolò – poi è successo l’inimmaginabile.

1100 chilometri in una settimana, percorsi in bici perché “a piedi era impossibile viste le tempistiche“, e in jeep, “440 dei km totali, calcolati in base alla juventinità (20 km per ogni anno di età). Anche perché il passo delle Alpi in bici sarebbe stato complicato“, partendo dal Nord Italia passando per la Svizzera, l’Austria e il Lichtenstein fino ad arrivare al confine con la Germania; e poi su, fino alla capitale, dove si è giocata la sfortunata finale.

img_4620

Tante emozioni, nelle sue parole ci sono ancora l’euforia e la fatica di quei nove giorni: “Il mio Road to Berlin non è stato un contest, ma un’idea partorita all’ultimo, nessuno si aspettava potesse nascere una cosa del genere. È stata una bella avventura anche perché è irripetibile. È filato tutto liscio, anche la giornata in cui è piovuto, perché era tutto organizzato ed ero seguito da un’equipe. Non è stato facile. L’ostacolo più difficile è stato lo sforzo continuo, percorrere ogni giorno tutti quei chilometri, senza mai fermarti, alla lunga ti devasta. Infatti dovevo arrivare a Berlino la sera del 4 giugno, ma sono arrivato il giorno dopo (alla vigilia della finale ndr) a pranzo perché le mie gambe non reggevano più. Alla fine però ce l’ho fatta, essere un ragazzo sportivo mi ha aiutato molto“.

Tutto documentato e postato sui canali social bianconeri, tramite i quali amici, parenti e tifosi non gli hanno mai fatto mancare il supporto necessario per arrivare fino alla porta di Brandeburgo. “Poi una volta arrivato in città, ho lasciato la bici e sono andato a piedi fino al villaggio della Champions, ripensando a tutto quello che avevo passato. L’emozione era così grande che non sentivo nemmeno la fatica. Anche adesso è difficile da raccontare. È stato bello vedere le persone che mi aspettavano. Tutti mi volevano stringere la mano, i giornalisti volevano intervistarmi”.

Qualche ora di meritato relax e poi via all’Olimpiastadion: “Probabilmente sono l’unico a ricordare quella notte con un sorriso nonostante la sconfitta. Ho trascorso una bella serata, ho assistito alla finale vicino a Mattiello, Asamoah e Caceres, che erano infortunati. Avvicinarsi alla squadra era impossibile, era blindatissima. Poi ho incontrato vecchie glorie, personaggi famosi legati al mondo bianconero, da Greggio alla Seredova. Ed infine ho conosciuto Dybala, che era stato appena acquistato dalla Juventus. Non se lo ricorderà ma gli ho detto: “Speriamo che sia tu a portarci in finale la prossima volta. Ho realizzato qualcosa di incredibile per la squadra che amo“.

img_4622

Un amore per la Juventus nato il 5 maggio 2002, cresciuto fino a livelli esponenziali che hanno spinto uno studente ad accettare questa folle, sensazionale e unica avventura. “Non andrò a Cardiff – spiega Nicolò – perché non penso si possano rivivere emozioni come quelle provate due anni fa. Se arrivasse una chiamata, potrei fare qualcosa. Non si sa mai, per ora mi sono organizzato per vederla con gli amici. Sono un tifoso normale“.

Non in bici come Nicolò, ma in aereo o in pullman, è esodo bianconero in Galles. Saranno infatti più di 18mila i tifosi della Juventus che partiranno per la ‘terra promessa’ alla ricerca della vittoria di una Coppa che manca da 21 anni. “Due anni fa essere in finale era un traguardo inaspettato, eravamo già contenti di esserci. Quest’anno è completamente diverso, a Cardiff volevamo esserci“, afferma De Marchi e crede nel Triplete: “Abbiamo una consapevolezza diversa, due anni fa abbiamo sbagliato l’approccio mentale. Quest’anno abbiamo i mezzi tecnici e la voglia di vincere. Sabato ci saranno pochi gol. Il mio sogno più grande è veder segnare Higuain negli ultimi minuti”. Da #SeAndiamoInFinale a #SeVinciamoLaChampions: “Non saprei che fare in caso di vittoria, basta scommesse (ride ndr). Ora vincere la Champions sarebbe quasi un sospiro di sollievo. L’unica cosa che posso dire è che se vinciamo farò festa grande per una settimana”.

img_4624

Check Also

slide_higuain_05

Matuidi: “Volevo la Juventus già l’anno scorso, spero di restare a lungo. Su Dybala e Higuain…”

Blaise Matuidi ha parlato ai microfoni di Sky Sport: “Avevo già avuto contatti con la …

One comment

  1. Del Piero capitano

    Che spettacolo…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *