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Fattore X tra “smorfie” e sorrisi: Juve occhio ai numeri del Napoli in trasferta

Il numero 22, nella “smorfia” napoletana, sta a indicare “o pazzo”, il pazzo. Parlare di problemi psicologici sarebbe esasperato, quantomeno a livelli psichiatrici, ma la pazzia è un fattore che in questo Napoli è stato capace di presentarsi durante l’arco della stagione. Questa può assumere diverse forme, può connotarsi negativamente come positivamente, il fattore costante che la contraddistingue è il discostarsi dalla media dei comportamenti naturali che avvolgono l’essere e l’agire della quasi totalità. Ecco perché possiamo definire questo Napoli come “o pazzo”: perché finora ha totalizzato 25 vittorie siglando 70 reti (terzo miglior attacco), perché ha conquistato alla 33esima giornata ben 81 punti, oppure perché i punti persi sono stati gettati in 6 pareggi e 2 sconfitte. Proprio due le partite perse, alla pari della rivale Juventus che, tuttavia, rispetto ai partenopei ha pareggiato un terzo delle volte. diapositiva1Il fattore X, omonimo del celebre talent show, composto della stessa causale, drammatica, capace di fare la differenza tra dentro e fuori, tra chi vince e chi perde. In palio non abbiamo un contratto musicale, ma la gloria tricolore cucita sul petto, comunque la si guardi la musica, insomma, non cambia. Musica che non cambia nello storico di questa squadra che, come nella passata stagione, due punti li ha lasciati in casa del Sassuolo, mentre altri quattro tra l’andata ed il ritorno con l’Inter, in un doppio 0-0 dal sapore irrazionale quanto le due compagini. Il capriccio di una rete non trovata contro il Chievo Verona (che nelle 13 partite casalinghe solo in 3 gare non ha subito reti) a dettare il primo stop dopo le sei vittorie consecutive in trasferta, oppure per gli altri due pareggi a reti inviolate con Fiorentina e Milan. Insomma la pazzia di una squadra che in un 1/3 delle gare in cui non ha subito reti non è riuscita tuttavia a realizzarne nemmeno una, quell’unica che nonostante tutto si sarebbe potuta rivelare decisiva. Tutto ciò appare incredibile considerando la composizione dell’attacco partenopeo, drammatico se soppesato al fatto che tutto ciò poteva cambiare la cornice di contorno della partita della stagione, lo scontro diretto per lo scudetto. Lo stesso fattore X che ha bloccato la Juventus prima a Ferrara poi con il Crotone, l’ultimo seguito dalla gioia dei partenopei che (per “il favore”) augurano adesso la salvezza agli “squali” senza considerare che gli stessi si presenteranno al San Paolo come avversari all’ultima giornata. Guardare in casa degli altri non è la soluzione, sperare senza prima fare può (perdonate la rima) non bastare. I punti di distanza dalla Juve sono adesso 4, non più quei 6 che rispecchiavano perfettamente il numero dei pareggi stagionali degli uomini di Sarri, 5 dei quali a reti inviolate, di cui 4 sanciti lontano dalle mura casalinghe. Se alle 16 partite disputate lontano dal San Paolo, di cui si contano i pareggi suddetti e nessuna sconfitta, sommiamo il numero delle reti subite, ovvero 8 (la metà dello score negativo casalingo), possiamo notare quanta anomalia si celi dietro questi numeri. diapositiva1Nelle quattro gare interne in cui il Napoli si è trovato a rincorrere, rispettivamente con Lazio, SPAL, Genoa e Sassuolo, solo contro quest’ultima non è riuscita a ribaltare il risultato. Nelle 12 vittorie esterne, solo 7 volte gli azzurri hanno terminato il match a reti inviolate. Una sola rete subita è stata decisiva, ovvero quella di Politano a Reggio Emilia, costata il pareggio quindi i 2 punti persi in chiave scudetto. Tuttavia, focalizzandoci ancora sull’inviolabilità, nelle restanti 3 gare gli uomini di Sarri non sono riusciti a trovare il goal. Alle 31 reti siglate in trasferta, hanno contribuito 10 giocatori: 5 reti sono arrivate dal reparto difensivo, 8 dal centrocampo, 16 dagli attaccanti. Il più prolifico in trasferta resta Mertens (7 centri), seguito da Callejon (5) ed Hamsik (4). Gli ultimi tre match in trasferta annoverano soltanto pareggi, un goal subito ed uno fatto. Il fattore X è il vero limite di questo Napoli. Un Mertens tutelato nell’ultima gara contro l’Udinese appare come la cura di Sarri a questa pazzia, per rompere questo digiuno proprio contro quella Juventus che, adesso, sembra subire goal solo in rovesciata. Non è allora forse solo una semplice coincidenza che il fato abbia voluto che lo scontro scudetto, il testa a testa per il campionato, si giochi proprio domenica 22 aprile. Smorfia o sorriso celato tra le righe di una partita, forse, capace di annullare la sregolatezza di Juventus e Napoli.

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