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Immagine presa da Twitter, da Vecchia Signora Femminile. Ph di Federica Scaroni.
Immagine presa da Twitter, da Vecchia Signora Femminile. Ph di Federica Scaroni.

Juventus Women, con il Brescia non sarà una partita qualunque. I numeri, i tanti ex e quel sogno chiamato Scudetto…

La vittoria più bella è quella che deve ancora venire”. Queste le parole di Andrea Agnelli in uno storico discorso alla squadra nel 2013, dopo il terzo titolo consecutivo conquistato dai ragazzi di Antonio Conte. Ma la storica frase di Enzo Ferrari è veramente il motto della squadra bianconera: non importa quanto hai vinto in passato e quanto continui a farlo nel presente, il successo più bello deve essere ancora conquistato. E così, a pochi giorni da Juventus Women-Brescia, le diciassette vittorie consecutive delle ragazze di Rita Guarino passano in secondo piano, se messe a confronto con l’importanza di un’ipotetica diciottesima. Juventus e Brescia sono due armate nel nostro campionato: 17 vittorie su 17 la prima, 16 su 17 la seconda (unica sconfitta proprio contro le Signore); 54 gol fatti per entrambe, la bellezza di 3.17 gol a partita in media. Un rullino di marcia impressionante, che ha schiacciato qualsiasi avversario si sia parato loro davanti e che ha fatto presagire fin da subito che sarebbe stata una lotta a due per lo scudetto, tagliando fuori incredibilmente anche la Fiorentina, la squadra che porta il tricolore sul petto. Ma il duello Juventus-Brescia, prima che sul campo, si è svolto sul mercato. Come società neonata e già iscritta alla massima competizione nazionale, i bianconeri avevano bisogno di un mercato da 10. Inevitabile che, con i soldi e il blasone che la società si porta dietro, l’occhio sia caduto proprio su una delle società più prestigiose del movimento calcistico femminile, il Brescia. Sono tantissime le ragazze che – lasciando le leonesse – sono approdate a Torino, quasi tutte titolarissime e quasi tutte titolare in nazionale: Gama, Salvai, Cernoia, Lenzini, Rosucci e Bonansea. Già all’andata Bonansea ha regalato un dispiacere al suo vecchio pubblico, realizzando il gol, ininfluente, del definitivo 0-4. La differenza Sabato la potrà fare proprio la solidità difensiva: la difesa bianconera è un bunker, ha incassato solo quattro gol di cui soltanto uno tra le mura amiche, proprio nella scorsa partita interna contro la Pink Bari; le lombarde, invece, concedono di più ma, nonostante questo, con sedici gol subiti sono la seconda difesa meno perforata del campionato. Vincere Sabato significa mettere una seria ipoteca alla vittoria del primo tricolore, allungando a +6 a sole 4 giornate dal termine. Mai come questa volta e mai come in questa partita, per la Juventus Women “vincere deve essere l’unica cosa che conta”. Poco importa se ne hai già vinte 17. La diciottesima sarà quella più bella.

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