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Donnarumma

Le speranze del Milan affidate a tre giocatori

Uno degli aspetti che rendono il calcio lo sport più emozionante al mondo, è che non sempre vince il più forte. Che se stasera si dovesse assegnare la Coppa Italia solo su questo aspetto, Milan-Juventus non si dovrebbe neppure giocare, scrive La Gazzetta. Troppa la differenza in termini di qualità, esperienza, solidità, fiducia e abitudine alla vittoria. Anche i numeri non danno una grossa mano alle speranze rossonere: negli ultimi tre anni e mezzo la Juventus ha vinto tutti gli otto confronti diretti. Eppure, in una partita secca come sarà la finale di stasera, il Milan può coltivare qualche speranza. E affidarla ai tre giocatori che hanno la qualità e il talento per dare fastidio ad Allegri.
Uno può essere Donnarumma. Il portiere rossonero ha già fatto meglio del rivale Buffon, il giocatore cui verrà accostato almeno fin quando il portiere della Juve non smetterà. Lui si gioca una finale quando Gigi non aveva neppure esordito in A. Molte delle speranze rossonere passano per i suoi guanti. Riguardate le azioni offensive bianconere: i pericoli arrivano in molti modi diversi e c’è una qualità individuale spaventosa per il contesto italiano. La difesa rossonera, oltretutto orfana degli esterni titolari Abate e Antonelli, concederà diverse palle gol. A Donnarumma il compito di andare ben oltre l’ordinario.
L’altro è Bonaventura. Nonostante le pesanti assenze di Marchisio e Khedira, il Milan è destinato a patire in mezzo al campo. Il 4-3-3 varato da Brocchi, che spesso all’Olimpico sarà 4-5-1, serve a inseguire la parità numerica in mezzo. Per dare qualità alla sua manovra, il Milan ha bisogno di un Signor Bonaventura (non il personaggio dei fumetti…), il più adatto a portare palla dalle parti di Bacca. L’ex Atalanta non è al meglio dopo l’infortunio: ha rivisto il campo con la Roma e dovrà dare tutto prima dell’ipotizzabile cambio con l’altro rientrante Niang nella ripresa.
Poi Bacca. Il “suo” Siviglia ha appena ottenuto uno storico tris in Europa League. Lui aveva indirizzato con una doppietta al Dnipro la finale dell’anno scorso. E stasera è chiamato a fare lo stesso con la Juve: il suo contributo alla manovra non è mai clamoroso. E in questo finale di stagione è spesso mancato. Ma il colombiano è un vero killer dell’area di rigore: non si segnano più volte in carriera almeno 20 gol a stagione. Se per caso arrivasse avere mezza occasione, non dovrà fallire davanti a Buffon.

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