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Immagine dal profilo twitter del calciatore

MATUIDI, “Allegri è un filosofo, noi troviamo piacere in ogni vittoria. La mia esultanza? Vi rivelo cosa rappresenta…”

In esclusiva per DAZN, il centrocampista frencese della Juve, Blaise Matuidi, racconta di come sta vivendo la sua esperienza in bianconero e di come i suoi figli abbiano scelto lui come modello anziché CR7 a differenza di molti altri bimbi:

“Il campionato? Per noi è importante, perché troviamo il piacere in ogni vittoria, andiamo a Genova per vincere, anche se sappiamo che non è una partita facile. Sicuramente abbiamo le capacità per fare un risultato positivo a Marassi. Non sarà facile ottenere i tre punti, ma stiamo lavorando per vincere”. Ha poi parlato del tecnico juventino Massimiliano Allegri: “Ogni allenatore ha la propria filosofia e lui ha la sua. È bravissimo nella gestione umana degli uomini soprattutto, ma anche nella gestione tattica delle partite è molto forte. Sa gestire i giocatori e tutto lo spogliatoio. Sappiamo che la Juve ha uno spogliatoio fatto di grandi giocatori e Allegri sa gestire i grandi giocatori: quando sai gestire i campioni, significa che sei un grande allenatore”. Non poteva mancare poi l’elogio a Cristiano Ronaldo, il campione portoghese approdato la scorsa estate a Torino, sponda Juventus. Abbiamo il giocatore più forte. Siamo felici di quello che fa, ci divertiamo a giocare con lui e speriamo che prosegua così. Ha giocato una partita eccezionale contro l’Atletico, ma penso che dimostri la sua eccezionalità nel lavoro quotidiano, nel suo modo di allenarsi. Mi sorprende ogni giorno perché lavora più degli altri e credo sia questo a fare la differenza. Ti fa pensare: alla fine, non per niente è arrivato a un livello così alto. Io sono campione del mondo? Ne sono fiero, ma lui mi ha battuto tre anni fa in semifinale all’Europeo, quindi non posso far troppo lo spaccone”. Infine, ha parlato dei suoi figli, che hanno scelto di imitare lui, il Charo, dando anche una spiegazione su cosa rappresenti e perchè esulta in quella maniera ad ogni goal da lui segnato: “È l’emblema di chi non ha avuto nulla. Quando giocavo in Francia c’era un cantante che ha reso questa esultanza celebre. Faceva questo movimento nel video e ha fatto un ritornello col mio nome (Matuidi Charo). Da quel momento ho cominciato a esultare così e tutti i ragazzi la riprendono; in Francia è abbastanza conosciuta, quindi mi sono detto che avrei dovuto continuare a farla. Anche mio figlio la adora, la continuerò a fare anche per lui. Chi è il Charo? Charo è qualcuno che non molla mai e credo che sia un’immagine che mi somiglia. Si tratta di un Charognard, un avvoltoio. Qualcuno che dà il massimo e non molla mai. Io, ad esempio, sono arrivato a questo livello con tanto lavoro. Penso di aver lavorato lungo tutta la mia carriera. Dare ogni giorno di più, fare ogni giorno qualcosa in più rispetto al giorno prima”.

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