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PJANIC, il ragazzino diventato uomo: un giocatore totale alla corte di Allegri

Arrivato a Torino nell’estate in cui la Juventus ha sancito la propria supremazia italiana anche sul mercato –acquistando i due top player di Roma e Napoli –, Miralem Pjanic è un giocatore che, nei 30 mesi in bianconero, è cresciuto e si è evoluto, diventando un giocatore totale, completo e imprescindibile nello scacchiere di Max Allegri. Prima di tutto, c’è stato il cambio di ruolo, che inizialmente non convinceva nemmeno lo stesso Mire: il tecnico livornese, a un anno di distanza dall’addio di Pirlo, gli ha voluto cucire addosso il ruolo di playmaker. Una situazione con cui non si era mai confrontato e che destava qualche preoccupazione. Anzi, a dirla tutta, quello del regista era l’unico ruolo che non aveva mai ricoperto nel corso delle cinque stagioni a Roma, in cui ha giocato da mezz’ala destra, mezz’ala sinistra, da trequartista e, talvolta, anche da esterno largo nel tridente di Zeman. Una differenza che si riflette soprattutto nei numeri realizzativi: nelle cinque stagioni a Roma, Pjanic ha realizzato 27 gol, uno in media ogni 5/6 gare; alla Juve è a 11 reti, uno ogni 7/8. Considerando che le prime due stagioni con i giallorossi sono state poco prolifiche, il dato è abbastanza significativo. Il classe 1990 bianconero è diventato un calciatore di spessore internazionale, che calcia di meno in porta e tocca molto meno la sfera in area avversaria, ma che è in grado di smistare tanti palloni, anche nello stretto, di lanciare lungo e di prendersi tante responsabilità, come nel caso dei due tiri dal dischetto a Valencia in una partita che, anche se a inizio stagione, avrebbe già potuto compromettere il cammino europeo della Signora. C’è da lavorare ancora sul temperamento, quello sì. Troppi gli interventi al limite e troppi i cartellini gialli rimediati, soprattutto ad inizio gara, che potenzialmente pregiudicano l’andamento dell’intero match. Ma il bosniaco è anche questo: non solo tanta tecnica e testa, ma anche quantità e grinta. Sempre nella posizione giusta, Mire interrompe molte azioni pericolose in ogni match e intercetta tantissimi palloni, rendendolo di fatto un uomo indispensabile nella mediana. Qualcuno si chiede perché Allegri insista con lui anche quando avrebbe bisogno di tirare un po’ il fiato… a guardare i numeri, la domanda non dovrebbe neanche sorgere. Inoltre, è uno dei giocatori che corre di più in assoluto, con una media di circa 11km percorsi a partita. Il Pjanic immaturo, alla Juve, è diventato uomo. Ed è il faro di questa squadra leggendaria che verrà ricordata per lustri.

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