Home / blu / Quagliarella, il suo 27 (memore e spietato) e la Juventus: unica ex a cui non ha ancora segnato
diapositiva1

Quagliarella, il suo 27 (memore e spietato) e la Juventus: unica ex a cui non ha ancora segnato

Quando all’età di 35 anni riesci ancora a far parlare di te e soprattutto a rispondere con “il verbo del goal”, allora vuol dire che non sei un’attaccante come tanti altri. Fare la punta, nel calcio, è l’ambizione universale per chi inizia a dare i primi calci ad un pallone, la differenza, oltre alle caratteristiche naturali, la fa l’interpretazione che ciascuno riesce a dare al suddetto ruolo. La tenacia, la volontà e l’estro sono le caratteristiche principali che hanno reso Fabio Quagliarella un’attaccante unico nel suo genere. Interprete di un calcio moderno, ha sempre saputo soppesare le sue ambizione con le proprie possibilità, miscelando aspirazione e coerenza, attraverso un cuore grande, tipico di un ragazzo nato a Castellammare di Stabia, ma anche pieno di sano orgoglio coadiuvato da una testa che non dimentica. diapositiva1Con quel numero 27 sulle spalle in onore di Niccolò Galli (suo compagno nelle nazionali giovanili, morto in un incidente stradale nel 2001), ha girato lo stivale in lungo e in largo, come un’artista di strada che, solo per merito delle proprie doti naturali, riesce a trasformare il più piccolo scenario in una grande opera. Ma l’arte è fantasia, è vedere dove tanti non vedono, fare una rovesciata quando nessuno se lo aspetta, tirare da 40 metri senza guardare nemmeno la porta. Il calcio è fantasia, e Fabio è senza dubbio l’interprete più fantasioso di cui il calcio italiano abbia goduto negli ultimi anni. 126 reti nelle 104 partite in cui è andato a segno in Serie A, 6 con tiri da distanze improponibili, 7 da tap-in, 11 da colpo di testa, 15 su rigore, 16 di sinistro, 36 di destro, 35 indefinibili secondo i canoni calcistici. Dopo l’esordio in Serie A con la maglia granata il 14 maggio del 2000, vive una stagione a Firenze, nella culla dell’arte, dove però non si sente riconosciuto e dove allora, proprio per quel suo carattere suddetto, non tornerà più nonostante le future avance. Messa in spalla la valigia contenete gli abiti dell’artista, si rimette di nuovo in cammino, e dopo la consacrazione della prima rete nella massima serie con la maglia dell’Ascoli, si susseguono Sampdoria, Udinese, il suo Napoli e la Juventus. A Torino, sponda bianconera, raggiunge il suo apice in termini di palmares, conquistando, con la Vecchia Signora, 3 campionati consecutivi (dal 2011 al 2014) e due supercoppe anch’esse consecutive (dal 2012 al 2014). Etichettato come “traditore” dai tifosi napoletani, Fabio si fa scudo con il proprio orgoglio e in 102 presenze con la maglia della Juve segna 30 reti (complice anche lo stop di 6 mesi per l’infortuni al legamento crociato anteriore), di cui una formato ex proprio al suo Napoli nella stagione 2011/12. Il verbo del goal prima citato, quello con cui Quagliarella risponde alle accuse, quello che nell’arco della sua carriera ha sempre contraddistinto il suo repertorio personale nonché il suo dente avvelenato. Nella prima stagione con la maglia dell’Udinese colpisce subito Fiorentina e Sampdoria, mentre nelle tre stagioni Juventine va a segno sempre con la Samp (due volte), quindi Udinese e Napoli. Ma la ruota gira, e finita la sua avventura bianconera adesso tocca alla Vecchia Signora stare attenta alle possibili conseguenze. Il palco è il medesimo, la città di Torino, è la vesta che cambia e si tinge di granata. diapositiva1Nella stagione 2014/15 proprio una sua rete, infatti, porta il Toro ad aggiudicarsi il derby della Mole (2-1 il risultato finale). Quagliarella non fa sconti, gioie e dissapori, volontà e coerenza nel segno del goal che non manca mai, specie contro le sue ex squadre: sono 27, proprio come il numero che porta sulle spalle, le reti siglate contro i colori dallo stesso indossato nell’arco della carriera, 5 delle quali proprio nella stagione successiva al trasferimento. Alla Juventus ha segnato con tutte le maglie con cui ha giocato in Serie A, e tutte le volte che il suo estro ha trovato la rete il risultato si è rivelato drammatico: un goal con la maglia del Torino (prima citato), uno con l’Udinese nel 2008/09 (che sancì la vittoria per 2-1), uno con i colori del Napoli nel 2009/10 (che contribuì alla vittoria per 3-1). All’appello manca soltanto la rete a tinte blucerchiate, le tre stagioni passate a Genoa (compresa l’attuale) non raccontano ancora di una rete da ex alla sua vecchia compagine bianconera. Sebbene la Juventus abbia perso solo 4 partite dal 2011 allo Stadium, Allegri e i suoi dovranno stare attenti a questi numeri fatidici, specie in un momento così delicato della stagione. L’artista dell’estro è in agguato tra le quinte del suo palcoscenico preferito, quel rettangolo verde dentro il quale, Fabio Quagliarella, porta rancori ma nessuna pietà, proprio come racconta la sua storia di gitano con il culto dell’ex.

Check Also

expo-buffon-maglia

Il Boca ci prova per Gigi ma potrebbe essere il suo ultimo anno “giocato”. Futuro dirigenziale?

Secondo le pagine di TuttoSport, dopo una stagione non proprio facile per Gigi Buffon, dopo …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *