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Dal profilo Instagram di Mattia De Sciglio

Tanti auguri a…Mattia De Sciglio! Crescita improvvisa, timidezza e critiche

Per la rubrica “tanti auguri a…” spegne oggi 26 candeline Mattia De Sciglio! Nato a Milano nel 1992, muove i primi passi calcistici nell’oratorio Santa Chiara e San Francesco di Pontesesto. Nel 2001-2002 passa alla Polisportiva Cimiano nella categoria Pulcini. Questa è un trampolino di lancio per le giovanili del Milan. Un talento cristallino il suo, tanto che, nel settembre 2011, subentra ad Abate per la prima gara con i professionisti. Gli bastano pochi minuti per far innamorare l’allora allenatore rossonero Massimiliano Allegri, che gli darà la titolarità in diverse altre partite stagionali. Inizialmente con il numero 52, nel 2012 con la partenza di Taiwo, il giovane terzino dichiarò: “La stagione prossima indosserò una maglia pesante (la numero 2) che prendo in eredità da grandi calciatori come Tassotti e Cafù. Spero di essere all’altezza. Io e i miei compagni sentiamo che questa stagione possa essere diversa e aprire nuove prospettive”. Ma quello che si è dimostrato un enfant prodige, con il passare delle stagioni, ha degli alti e bassi, probabilmente dovuti alla grande pressione mediatica e sportiva su di lui, tanto che, il 3 maggio 2015, durante la sfida con il Napoli, Hamsik entra in area di rigore, e De Sciglio va sotto la doccia dopo appena 43” di partita. Il calciatore espulso più velocemente nella storia della Serie A. Sempre in quell’anno li, il terzino ora in forza alla Juve, cadde in una lieve depressione, tanto da voler rivolgersi al mental coach Stefano Tirelli che ha spiegò così il percorso intrapreso: ”Al nostro primo incontro Mattia aveva gli occhi spenti. Non era depresso, ma a un passo dalla depressione sì. Soffriva per le critiche dei tifosi e della stampa, era tormentato dagli infortuni. Si sentiva in colpa se usciva la sera per una pizza con la fidanzata. Suo padre Luca mi disse: A noi genitori il Mattia calciatore interessa relativamente. A noi preme il Mattia figlio, gli restituisca il sorriso e saremo contenti. Ho capito che Mattia ce l’aveva fatta quando l’ho visto lottare per rimanere in campo a Verona, nonostante la ferita al volto. Sanguinava, sentiva dolore, non voleva uscire, poi lo hanno sostituito. Quando l’ho incontrato, gli ho detto: “La cicatrice ti fa più uomo, dimostra come sia nato un nuovo Mattia”. Famiglia, quella dell’ex rossonero, molto legata ed unita, con valori tramandati al figlio, al quale non sono state risparmiate beffe da parte dei compagni di squadra, come quelle ricevute dall’ex compagno Boateng ora in forza al Sassuolo: “Sono molto timido e pure poco mondano. Boateng dice che sembro un nonno, ma io mai nella vita mi farei i capelli biondo platino come se li è fatti lui. È stata la mia famiglia a educarmi in questa maniera. Ci piacciono le cose semplici“. Al ragazzo dal viso tanto buono non mancarono, oltre alle critiche, anche assalti da parte di ignoranti (ndr). L’ultimo episodio di attacco personale risalirebbe ad aprile 2017, quando un gruppo di tifosi, all’uscita dal garage, ha accerchiato l’auto di De Sciglio. Ne è scaturito prima un battibecco, che poi si è trasformato in una rissa. La situazione sia per la sfera personale che quella da professionista era ormai diventata troppo pesante da sopportare. Giunge la sessione estiva di calciomercato, quella che tutti noi ricordiamo come quella dove la Juventus cedette Bonucci al Milan ed acquistò da quest’ultima il 25 enne milanese. Non fu risparmiato neanche questa volta dalla critica e dalle prese in giro da parte dei suoi ex tifosi. Per lui invece fu l’inizio di una nuova vita. Il cambio di squadra, di città e il ritrovamento di Allegri gli ridanno motivazione. In un’intervista rilasciata ai microfoni di SkySport dopo aver segnato il suo primo goal in bianconero e vinto per 3 reti a 0 contro il Crotone, Mattia parla del suo passato in rossonero: “Al Milan mi accusavano di non avere troppa personalità? Probabilmente è il fatto che ho la faccia sin troppo pulita, come ho sentito spesso. Dovrei farmi altre 2-3 cicatrici. Io da due anni ho iniziato a fare un lavoro su di me fuori dal campo, ho sempre fatto il massimo in allenamento e penso che alla lunga il lavoro paghi e che tutto venga di conseguenza. Ho cercato di restare sereno e di fare quello che so fare”. La scorsa stagione l’ha poi conclusa con 20 presenze totali tra tutte le competizioni, quest’anno tra panchina ed infortuni non ha ancora potuto pestare l’erba di gioco, ma sicuramente riuscirà a ritrovare un pò di spazio, e chissà, magari diventare quel “nuovo Maldini” che tanto ha pesato sulla sua carriera.

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