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Dal profilo Instagram della Juventus

Tanti auguri a… Paulo Dybala! L’amore per il papà, gli scacchi e la beneficienza

Per la rubrica Tanti auguri a… Spegne oggi 25 candeline Paulo Exequiel Dybala, nato il 15 novembre del 1993 a Laguna Larga, in Argentina.

La strada fino alla Juve:

Sin dalla più tenera età inizia a giocare a pallone, crescendo calcisticamente nell’Instituto. A dieci anni prende parte a un provino con il Newell’s Old Boys, che tuttavia non va a buon fine perché il padre non vuole farlo allontanare troppo da casa. È proprio durante l’infanzia che gli viene attribuito il suo primo soprannome, ovvero pretino. Il motivo? La maglia gli stava così larga che sembrava una tunica. Nel 2011, ad appena diciotto anni, disputa la sua prima stagione da calciatore professionista in Primera B Nacional dopo avere sottoscritto un contratto per il minimo sindacale, pari a 4mila pesos all’anno, che corrispondono a 900 euro (chissà se avrebbe immaginato che 7 anni dopo avrebbe guadagnato 7,5 milioni l’anno in bianconero! ndr). Nonostante la giovane età, sfoggia una classe ed una tecnica fuori dal normale, tanto che un giornalista argentino lo ribattezza La Joya, ovvero gioiello. Nel 2012, approda al Palermo per una somma di 12 milioni, e in terra siciliana gli viene affibbiato  un nuovo soprannome: U Picciriddu, ovvero il bambino. Arriva finalmente alla Juventus nel 2015, e da li inizia la sua storia in bianconero, arrivando ad indossare la mitica 10 dei grandi campioni juventini.

Dal profilo Instagram di Paulo Dybala

Qui sopra, un giovanissimo Paulo Dybala insieme alla mamma Alicia 

Il rapporto speciale col padre Adolfo Dybala

Adolfo Dybala, padre di Gustavo Mariano e l’ultimo arrivato Paulo. Seppur amasse tutti e tre i suoi piccoli, fu il primo a vedere nel piccolo di casa le potenzialità nel diventare un calciatore professionista. Lui che sosteneva Paulo, che gli insegnava come comportarsi, che non gli faceva mai mancare il consiglio giusto. Finché, il 26 settembre 2008 papà Adolfo lo lascia un po’ più solo ad appena 15 anni, portato via da un tumore fulminante. “Mi accompagnava con la sua utilitaria da Laguna Larga a Cordoba. Erano 55 chilometri ad andare e 55 a tornare. D’inverno, d’estate, a Natale, a Pasqua. Con la febbre o senza. Solo per farmi tirare calci a un pallone. Non si è mai lamentato, non me l’ha mai fatto pesare“. Il numero 10 bianconero, ha poi anche pensato di abbandonare il calcio durante quel brutto periodo: “Fu un dolore fortissimo, nei mesi precedenti non riusciva più a venirmi a trovare e il club mi fece andare a casa per un po’ di tempo. Sei mesi erano troppo pochi e mi venne la tentazione di mollare tutto. Forse un giorno lo ritroverò o forse no, a papà però penso sempre e gli dedico tutti i miei gol“. E non ha mancato nel dedicargli il gol neanche quest’anno, durante la sfida di campionato giocata proprio il 26 settembre in casa contro il Bologna, facendo anche poi sgorgare qualche lacrima dagli occhi.

Qui sopra, una foto del piccolo Paulo insieme al papà Adolfo 

10 Curiosità su Dybala:

Ama gli Scacchi. Ha imparato a giocare da bambino, quando in famiglia era il passatempo principale. Da grande ha coltivato questa passione, portandola anche in ritiro e giocando spesso contro i compagni

Quella per i Lego, famoso mattoncino danese, è una vera e propria fissazione. Con la ex fidanzata Antonella passare le serate montando nuove costruzioni era routine. Aneddoti parlano di un Tower Bridge costruito fino a tarda notte, con tanto di disperazione della consorte.

Dybala scrive con la sinistra. Sia il proprio nome sul foglio che il proprio nome sul tabellino dei marcatori. Eppure da Torino c’è chi dice che una volta a settimana l’argentino provi a fare entrambe le cose con il destro.

Gli amici d’infanzia dicono che quando Paulo torna in Argentina è d’obbligo organizzare una partita di calcio. Lui, però, troppo professionale, preferisce vestire i panni dell’arbitro. Un arbitro, a quanto pare, severissimo.

– È amico d’infanzia di Facundo Campazzo, play del Real Madrid. Essendo stato un bambino iperattivo, la madre da piccolo provò a farlo sfogare con il minibasket. Ovviamente lui finì con lo stoppare con i piedi ogni pallone.

La sua fondazione Sonrisa è molto attenta alla salute dei bambini. Ha passato la Pasqua nel reparto oncologico del Regina Margherita a Torino, mentre dopo la tragedia dell’hotel Rigopiano, ha chiamato personalmente Edoardo e Samuel, i due bambini sopravvissuti.

Ha una importante collezione di maglie da calcio. Ama rubare agli avversari la numero 10, anche se gli manca l’autografo di un unico campione: Ronaldinho. Una mancanza che ha già cercato di colmare via social, chiedendo al brasiliano di firmare la sua maglietta.

Ha origini polacche per via del nonno, rifugiatosi in Sud America durante il periodo fascista, e italiane, da parte della nonna materna

– Nel 2014 l’allora CT della Nazionale italiana, Antonio Conte, gli propose la possibilità di essere convocato con la maglia azzurra, ma lui rifiutò. “Non potrei difendere cori di un altro paese come se fossero i miei, preferisco aspettare una chiamata dall’Argentina… Ne ho parlato con la mia famiglia e con i miei amici e sono arrivato alla conclusione che ho una carriera davanti. Per cui aspetterò quello che voglio da una vita: vestire la maglia albiceleste“.

– Oggi Paulo ha una nuova fiamma che lo fa bruciare dopo la rottura con l’ex Antonella Cavalieri. Si tratta di Oriana Sabatini, modella e cantante argentina. Il ragazzo non si può dire che abbia cattivo gusto! (ndr)

Dal profilo Instagram di Oriana Sabatini

Qui sopra, Paulo Dybala si rilassa insieme ad Oriana Sabatini 

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