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Immagine presa dal profilo Twitter ufficiale dell'allenatrice.

WOMEN, così non va: inizio shock per le ragazze di Rita Guarino

Tralasciando il campionato, in cui le ragazze hanno affrontato avversarie tutt’altro che irresistibili, l’inizio per la Juventus Women è stato traumatico: siamo solo ad ottobre, infatti, ma le bianconere sono già fuori dalla Champions League – eliminate dal Brondby – e hanno già visto sfumare miseramente il primo trofeo, la Supercoppa Italiana, contro la Fiorentina. In particolare quest’ultima gara ha fatto malissimo ai tifosi, sia per il modo in cui è maturata sia per la grande rivalità tra le due tifoserie. In una partita per larghi tratti dominata, eppure, sono emersi tutti i limiti tecnici e tattici di una squadra che, nei momenti di maggiori difficoltà, si scioglie come neve al sole. Era accaduto già in alcuni frangenti l’anno scorso, dove la tranquillità – nell’unico momento storto dell’intera stagione – era venuta meno; ed è accaduto anche quest’anno, già in più di un’occasione. Nella gara d’andata con il Brondby, per esempio, è bastato un episodio a favore degli ospiti per ribaltare completamente il match, soprattutto dal punto di vista psicologico, con il risultato che si è trasformato da 1-0 a 1-2 in una decina di minuti di follia. Ma la dimostrazione lampante di queste difficoltà non può che essere la gara di sabato. Fiorentina mai veramente pericolosa in poco meno di 70’, Juventus padrona del campo che fa la partita e si difende con ordine, senza troppi affanni. Eppure, un lampo di Clelland finalizzato da Mauro scatena nuovamente la paranoia di non farcela e la frenesia nel volerla recuperare subito, facendo emergere quei limiti accennati all’inizio. Da giocare restavano ancora 20’, che in una partita secca sono un’infinità. Eppure le ragazze di Guarino hanno perso tranquillità, si sono disunite, hanno buttato palloni alla rinfusa al centro dell’area che diventavano facile preda della retroguardia viola. E il copione, fino allo scadere, è rimasto inalterato. Il mister avrà da lavorare tanto sull’aspetto mentale e sulla gestione della partita, perché è evidente il limite di una squadra che, nella sua brevissima storia, si è trovata troppe poche volte ad inseguire e, quando deve farlo, brancola nel buio. Iniziano ad emergere anche le carenze strutturali di una rosa non omogenea nella qualità dei singoli e di un mercato estivo che fino ad ora non ha dato i risultati sperati. Le uniche titolari inamovibili, complice l’addio di Franssi, sono Aluko e Girelli. Sanderson fatica a trovare condizione e minuti, Sikora, nell’ultima partita, ha giocato solo la fase finale ed Ekroth non ha ancora dimostrato il suo potenziale. In aggiunta, l’uscita a centrocampo di Isaksen – non sostituita a dovere – e l’infortunio grave occorso a Rosucci peggiorano la situazione nel reparto nevralgico del gioco ed evidenziano, una volta di più, i limiti di un mercato estivo in cui sono andate vie tante certezze e, almeno per il momento, sono entrate tante incognite. Ma la stagione è appena iniziata e, nonostante queste delusioni, le ragazze devono trovare la forza per andare avanti e continuare a vincere. Quando sei alla Juventus, d’altronde, non puoi pensare o fare altrimenti.

 

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