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Campionato e Coppa Italia, l’ostacolo Atalanta sulla strada della Juve: focus sugli uomini di Gasperini

Domenica, alle ore 18, all’Allianz Stadium andrà in scena Juve-Atalanta, partita valida per la 26a giornata di Serie A, e tre giorni dopo ci sarà, sempre a Torino, il ritorno di Coppa Italia. Quest’anno le due squadre si sono già affrontate due volte, entrambe allo Stadio Azzurri D’Italia di Bergamo: in campionato è stata una vera e propria battaglia, con i bianconeri partiti fortissimo, tanto da portarsi subito in vantaggio per poi raddoppiare poco dopo; poi, però, prima dell’intervallo, i bergamaschi hanno accorciato le distanze e il pareggio definitivo è arrivato nel secondo tempo. Senza dimenticare le polemiche e le emozioni, con Dybala che fallisce un calcio di rigore quasi allo scadere. In Coppa Italia invece è stata tutt’altra storia. Juventus che si è imposta per 1-0, grazie alla rete di Higuain, e che ha controllato con personalità il risultato, concedendo tutto sommato poco alla squadra di casa. Da segnalare il rigore parato da Buffon, che rientrava tra i pali dopo oltre due mesi di assenza, a Gomez che ha avuto la chance per cambiare la storia della partita.

 

La stagione della Dea

L’Atalanta di Gasperini, ormai da due anni a questa parte, è una squadra vera, che gioca bene a calcio. In Campionato sta rendendo meno rispetto al torneo mostruoso fatto lo scorso anno (togliendo le prime giornate in cui l’Atalanta raccolse pochissimi punti, i bergamaschi tennero una media da scudetto), ma è imputabile in parte al doppio impegno dell’Europa League: i bergamaschi militano all’ottava posizione, a tre lunghezze dal Milan settimo e a due dal Torino nono. Soprattutto in trasferta, la Dea sta attraversando un ottimo periodo di forma: nelle ultime 5, infatti, i ragazzi di Gasperini hanno raccolto ben 13 punti, vincendo contro Roma, Milan, Genoa e Sassuolo e pareggiando a Crotone. Addirittura, sempre in trasferta, l’Atalanta è imbattuta dal 19 Novembre: 2-0 contro l’Inter che, allora, viaggiava nelle zone altissime della classifica ed era in piena lotta scudetto.

 

Gli uomini

Come organico, i neroblu vantano una rosa di tutto rispetto composta da moltissimi giovani promettenti e da alcuni senatori, che fanno da spina dorsale della squadra. Tatticamente si dispongono con un 3-5-2, sfruttando l’esplosività dell’olandese Hateboer sulla destra e l’imprevedibilità del ritrovato Spinazzola sulla sinistra. In mezzo al campo ci sono Freuler, De Roon e Cristante: quest’ultimo, a soli 22 anni, ha già addosso gli occhi delle big italiane e d’Europa. Il giovane ha dalla sua buone doti tecniche ed eccellenti capacità atletiche ed è già uno dei centrocampisti più completi che il nostro panorama abbia da offrire. Tra l’altro, fu proprio Cristante a siglare la rete del definitivo 2-2 nella partita di andata. Per quanto riguarda la fase offensiva, la Dea è sempre imprevedibile grazie alle caratteristiche dei suoi interpreti: gli esperti Gomez e Ilicic e i due giovani giganti Petagna e Cornelius. Lo schieramento offensivo varia spesso: si passa dal tandem tutto estro e tecnica Gomez-Ilicic (come accaduto ultimamente in Europa) ad una coppia più classica formata da Gomez-Petagna (o Cornelius), con Ilicic pronto a subentrare a partita in corso per dare più imprevedibilità alla manovra offensiva. Anche in difesa connubio perfetto tra senatori e giovani: Masiello, Toloi, Palomino, Mancini ma, soprattutto, Mattia Caldara, di proprietà della Juve e in prestito a Bergamo.

 

Campionato e Coppa Italia

L’Atalanta è una squadra ostica, guidata da un allenatore che sa perfettamente ciò che vuole e che ha ormai un’idea di gioco ben precisa. Il pressing e l’intensità agonistica sono il vero punto di forza di questo gruppo: anche contro squadre di livello nettamente superiore, come ad esempio il Borussia Dortmund, la compagine di Gasperini non ha paura di giocare la palla e di andare a pressare altissimo, proprio per mettere in difficoltà la squadra avversaria in fase di costruzione della manovra. A tal proposito, soprattutto la partita di ieri sera contro i tedeschi è un monito per Allegri e i suoi uomini: per battere questa squadra, che avrà ancora più rabbia agonistica dopo l’eliminazione immeritata dall’Europa, occorre giocare a 100 all’ora senza mai abbassare la concentrazione. In Coppa Italia, invece, in virtù del risultato dell’andata c’è qualche margine d’errore in più. Ma con quest’Atalanta, che ha dominato un girone di Europa League da outsider e se l’è giocata alla pari contro il Borussia Dortmund, occorre veramente giocare da Juve.

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