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A tutto Nedved: “Morata ha in testa solo la Juve. A Pogba dico sempre…”

Pavel Nedved arriva di corsa perché è l’unico modo che conosce per affrontare la vita. Chissà quanti chilometri avrà fatto nel parco della Mandria prima di presentarsi al Royal Park I Roveri, che ieri ha ospitato la prima edizione del Turkish Airlines European Golf Championship (vinta da Stefan Schwoch). Che sia un campo di calcio o il prato del golf, lui è sempre un moto perpetuo. Si sistema la chioma bionda sotto il cappellino e poi attacca a parlare: non succedeva da mesi, dopo un’estate passata lontano da Torino che aveva alimentato qualche chiacchiericcio. Incomprensioni con Andrea Agnelli, voglia di un ruolo più operativo e persino il pensiero di dire addio alla Juve: niente di tutto questo. Il consigliere d’amministrazione smentisce e rilancia: la risalita della Juve è cominciata.
Pavel, lo scudetto è ancora possibile?
«Non ci dobbiamo pensare, è troppo presto. Abbiamo cominciato così così per colpa degli infortuni ma io sono convinto che abbiamo una squadra forte. Marotta e Paratici hanno fatto molto bene, un bel mix di giocatori esperti e giovani. Sono fiducioso perché abbiamo un livello tecnico alto».
Vede punti in comune con la vostra rimonta del 2002?
«Sarebbe bello, nel 2002 abbiamo vinto all’ultima giornata, una cosa del genere si potrebbe ripetere. Ma credo che i ragazzi non ci debbano pensare, devono solo giocare».
Perché c’è tanta differenza tra la Juve di Champions e quella di A?
«Difficile dirlo, si poteva pensare che i vecchi avessero un calo mentale in campionato ma non è stato così, io li vedo ogni giorno. Siamo stati sfortunati nelle partite in cui abbiamo fatto gioco ma non siamo riusciti a vincere. La squadra c’è, sono stati acquistati giocatori forti».
Deschamps ha detto che Pogba dovrebbe essere meno lezioso e più efficace. Lei ha qualche messaggio per Paul?
«Io gli parlo sempre chiaramente, lui deve cercare meno la giocata, essere meno bello ma determinante per la squadra. E’ giovane, ha tempo per diventare un fuoriclasse».
Morata sta segnando tanto. La Juve può trattenerlo o tornerà al Real?
«È nostro e lo vedo solo alla Juve, è molto forte e penso che finora sia solo al 60%».
Ha mai pensato di lasciare la Juve quest’estate? Si era parlato di dimissioni.
«No, diciamo che ho avuto molto lavoro con il presidente della federazione ceca, ma non mi è venuto in mente di lasciare la Juve».
Quindi Morata e Nedved sono il futuro alla Juve?
«Morata sicuro, Nedved vediamo».
Se la Repubblica Ceca le offrisse la presidenza della Federazione accetterebbe?
«È il mio paese e aiutarlo mi fa piacere. Abbiamo fatto un bel lavoro in Cina, ma abbiamo già uno forte già in quel ruolo, non c’è bisogno di me».
L’aria è serena in sede? Ultimamente sono usciti un po’ di gossip, si è parlato di tensioni anche tra Andrea Agnelli e John Elkann.
«No, non credo, io ultimamente ho visto che c’è unità. La vita privata difficilmente può influire, non dovrebbe essere mischiata al lavoro».
Ha parlato con Caceres dopo l’incidente?
«Quando succede una cosa del genere il giocatore è il primo a capire di aver fatto una cazzata, è stato punito giustamente, la società non può accettare un comportamento così ma puntiamo su di lui e presto verrà reintegrato. Quando uno è infortunato deve pensare solo a guarire e a recuperare».
Dybala è come se l’aspettava?
«Ha tutto per diventare un fenomeno. Sul piano tecnico non ha uguali, ha fatto più di quello che mi aspettavo».
La Juve ha sbagliato a vendere Coman?
«Non è stato un errore, noi teniamo solo giocatori che vogliono giocare con la Juve, Coman ha espresso la volontà di andare via, lo abbiamo accontentato».
Le è dispiaciuto di più che non sia arrivato Hamsik o Ibra?
«Ibra non sapevo che fosse in gioco, lo state dicendo voi, Hamsik mi sarebbe piaciuto, ma il Napoli se lo tiene stretto».
Vi sentite ancora più forti?
«Ci sentivamo forti anche prima, non riuscire a raggiungere dei risultati ci dà fastidio, però questo non crea squilibrio».
L’acquisto che avrebbe voluto fare?
«Se dico un nome poi fate il titolo… Non sempre riesci ad arrivare ai giocatori che sogni, ma il mercato è stato buono».
Che ne pensa di Buffon fuori dai 59 del Pallone d’oro?
«Ha fatto una stagione fantastica. Escluderlo è stata una cosa veramente strana». Questa l’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport.

 

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