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AG. RUGANI: “Fiducia rinnovata già a marzo. Sarri? Ha dato molto a Daniele…”

Davide Torchia, agente di Daniele Rugani ha parlato della situazione del suo assistito, con il possibile rinnovo con la Juventus. Ecco le sue parole a Radio Bianconera:

“Si parla di rinnovo contrattuale? La fiducia è stata rinnovata a marzo, ma era una cosa per cui servivano solo dei tempi tecnici, se ne era parlato già prima. Non era un problema sul tavolo troppo spinoso. Ha fatto piacere, vuol dire che ha lavorato bene per quattro anni perché la Juventus non fa sicuramente le cose per simpatia. Sarri? È stato un allenatore che Daniele ha avuto agli inizi, gli deve molto così come ad Allegri. Quando arrivi alla Juve serve tempo per capire dove sei e poi mettere il piede sul campo di allenamento”.

Sul nuovo possibile accordo fino al 2024:
 “Le comunicazioni ufficiali le deve dare la Juventus, dovrei fare un discorso tecnico. Se uno fa un calcolo 2019 più cinque fa 2024”.

Può raccogliere l’eredità di Barzagli: “Fa piacere che qualcun altro porti avanti la difesa italiana ed è una cosa condivisa anche dal club. Ci sono stati tanti giocatori importanti, dei grandissimi campioni nella Juventus, ma ognuno si prende la propria responsabilità. Barzagli rimarrà sempre Barzagli, come lo è stato Cannavaro e lo saranno Bonucci e Chiellini. È una cosa che ti deve dare lo stress positivo. È importante che ognuno faccia il proprio dovere con massimo orgoglio e massimo senso di appartenenza”.

Sarri è l’uomo giusto per la Juventus? “È una bella domanda… Paratici non ha risposto, eh? Per me Sarri, che conosco da tantissimo tempo, è un allenatore che ha i suoi difetti, ma tecnicamente parlando ha delle idee ben precise, non voglio dire innovative, ha una predisposizione a fare un certo tipo di calcio. Eravamo abituati ad Allegri che diceva quello che pensava e Sarri è uguale”.

Ancora su Rugani: “Alla Juventus bisogna farsi trovare pronti, bisogna essere bravi ad accendere la luce nel momento giusto. Il rapporto con Allegri? Molto positivo, ma bisogna anche stare con i piedi per terra e pensare che c’è una persona che fa delle scelte. Di solito i giocatori arrivano alla Juventus sui 25 anni, Rugani ne aveva 20. Poi c’era anche Benatia che era forte, poi è arrivato Caceres. Basti vedere quante volte è stato fuori Dybala, Douglas Costa. Rugani è stato bravo a reggere la botta”.

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