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AG. RUGANI: “Ognuno farà la sua parte… attendiamo segnali precisi dalla società”

“Quale futuro per Rugani ora che ci sono cinque centrali per due posti alla Juventus? Non so cosa loro abbiano in testa, fanno le loro valutazioni. Ci sono tanti giocatori e tutti di grande livello. Però, per equilibri di rosa e anche economici se ci può stare che la Juve possa pensare di far uscire qualcuno”. Parole e pensieri di Davide Torchia, procuratore del difensore della Juventus Daniele Rugani che ha parlato del futuro del suo assistito nel corso di ‘Stadio Aperto’, trasmissione in onda dal lunedì al venerdì su ‘TMW Radio’ dalle 17.00 alle 20.00-

Milan e Roma sarebbero club lieti di prendere Rugani.
“Lo scorso anno la decisione di dire no al Chelsea fu anche nostra, di Daniele e quindi mia di conseguenza. Noi eravamo felici di restare e la Juve era felice di tenerci. Adesso, c’è un contratto in essere fino al 2024 e con questo rinnovo ha senza dubbio preso una posizione forte, perché c’è una remunerazione molto soddisfacente. La Juve spende ma non spande e se concede questo ingaggio lo fa perché ha le sue motivazioni tecniche. Ci sono tanti giocatori bravi, vediamo cosa succede. Che il ragazzo sia attenzionato da qualcuno è normale”.

Quindi al momento non ci sono notizie di un addio?
“Nel calcio ognuno fa la sua parte. Se c’è una società che vuole davvero un giocatore alza il telefono, prende un aereo e va nella sede dell’altro club. Poi in un secondo momento entrano in scena il calciatore e il suo procuratore”.

Il prossimo sarebbe il quinto anno di Rugani alla Juve. E solo una volta ha superato le 25 presenze. Lui vorrebbe più spazio?
“Rugani alla Juventus è arrivato a 21 anni con Barzagli, Bonucci e Chiellini al massimo delle loro potenzialità. Lo scorso anno ha saltato qualche gara anche a causa di un infortunio, che l’ha costretto a saltare 8 gare. Poi quando vai alla Juventus già sai che devi fare i conti con un’ampia concorrenza”.

Con Sarri allenatore come cambia lo scenario?
“Lui sa cosa vuole l’allenatore da lui e cosa vuole in generale. Però, dall’altra parte, un calciatore come Daniele deve avere la voglia e il dovere di ottenere sempre di più. Ovviamente i segnali della società devono essere ben precisi: ora sono cinque difensori e se devi essere considerato il calciatore che gioca una gara l’anno in Coppa Italia devi fare qualche riflessione. Se continuano a credere molto nel calciatore e tutti lo sanno, allenatore compreso, lui deve proseguire il percorso di crescita. Credo che questo sia anche l’obiettivo della società”.

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