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Alex Sandro e Mandzukic: dalle critiche alla standing ovation

Non è stata una gara semplice quella che ha visto ieri sera la Juventus imporsi 1-0 contro il Manchester City. La squadra di Pellegrini ha creato tanto, ha vinto la sfida del possesso palla, ma ha mostrato le solite lacune europee che da anni non permettono ai citizens di vincere qualcosa fuori dai confini inglesi nonostante le faraoniche campagne trasferimenti che si susseguono anno dopo anno.
E’ cosi che i bianconeri, anche grazie a un Buffon decisivo, hanno staccato il pass per gli ottavi di finale di Champions League e conquistato il primo posto nel gruppo D. Per conservarlo basterà pareggiare nell’ultimo turno contro il Siviglia, risultato tutt’altro che impossibile da ottenere calcolando che gli andalusi chiudono il raggruppamento con tre soli punti conquistati in cinque partite.
Tornando alla partita, quella contro il City è stata soprattutto la vittoria degli ultimi arrivati. Alex Sandro, confermato dal primo minuto, è in evidente crescita e ieri ha fornito l’assist decisivo per il gol di Mario Mandzukic. Per il croato è la seconda rete in questa Champions League, una zampata che ha beffato Hart e scatenato le proteste di Otamendi per un presunto fallo non ravvisato dall’arbitro.
E’ stata soprattutto la loro vittoria, il successo di due calciatori oggetti di feroci critiche in questo primo scorcio di stagione per un rendimento nelle scorse settimane rivedibile. Pagato 26 milioni di euro, il secondo acquisto più costoso della scorsa estate dopo Dybala, Alex Sandro fino alla sosta di novembre era apparsa fuori dagli schemi della Juve di Allegri. Un gregario, l’alternativa a Evra seppur con caratteristiche diverse. Un ruolo decisamente non all’altezza del brasiliano che a Oporto ha dimostrato di essere uno dei migliori esterni d’Europa e ieri ha fatto vedere perché la Juventus ha investito così tanto su di lui. La sfida col Milan è stata quella della svolta, quella col City la gara della conferma.
Discorso diverso per Mario Mandzukic, centravanti chiamato a Torino per portare avanti un dualismo con Alvaro Morata che si riproporrà in tutte le gare più importanti della stagione bianconera. Il centravanti croato è stato schierato da Allegri e non ha tradito le attese. Tra i migliori del primo tempo, è uscito tra gli applausi al 55esimo. Una standing ovation convinta, scrive Tuttomercatoweb, che rende giustizia a un corazziere che sogna di tornare sul tetto d’Europa dopo la Champions conquistata nel 2013 col Bayern Monaco.

 

sandro

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