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Ambrosini: “Il centrocampo bianconero può fare la differenza”

Intervistato dalle pagine di Tuttosport, Massimo Ambrosini, ex capitano rossonero, ha parlato della supersfida di stasera: “Se Allegri presenterà i primi tre in difesa la partita avrà una sua fisionomia completamente diversa da quella che potrebbe avere con uno schema a quattro: quest’ultimo è quello che predilige Allegri e che ha portato ad ammirare una Juve più spavalda e spregiudicata. Una Juve più coraggiosa rispetto al passato. Senza Caceres credo che il mio ex allenatore vari una formazione con il 4-3-1-2. Ha gli uomini per poterlo fare. Padoin ed Evra? All’ex atalantino non sono riconosciuti i suoi valori tecnici che sono altri. Lui è un mancino naturale ed il fatto che spesso stia a destra significa che a livello tecnico ha delle grandi qualità: mica tutti riescono a fare quello che fa lui. Il francese sta facendo meglio perché con il passare del tempo sta capendo il calcio italiano. Tevez? Carlitos è difficile da controllare e può fare guai. Sempre e comunque. Anche al Milan. Con Allegri, poi, è diventato più imprevedibile perché non dà punti di riferimento: come non il dovrebbero dare Cerci e Menez. I due milanisti non sono attaccanti puri e, quindi, non sarà facile anticipare le loro mosse. Sono veloci, possono partire all’improvviso. Il Milan nell’occasione gioca senza prime punte e contro la Juve può essere un vantaggio anche se nella mia squadra ideale ci sono sempre due punte vere. Capisco, comunque, che un allenatore deve fare con l’organico che gli mette a disposizione la società. Dove si vincerà la gara? Alla fine può essere il centrocampo bianconero a fare la differenza. Questo, secondo me, è il reparto più forte d’Europa. Se penso che un talento come Pereyra va in panchina capisco quanto sia super il centrocampo di Allegri che può vincere la partita contro chiunque. A proposito: credo che Inzaghi per questa partita non possa fare a meno di Muntari. Secondo me lo farà giocare di sicuro. Pogba? Quest’anno è cresciuto e continua a farlo, al termine della scorsa stagione si era fermato per un po’. Questo è il grande merito. Può fare tutto, proprio tutto, perchè ha delle giocate incredibili. Salta l’avversario e punta a rete proprio come fanno i trequartisti ma secondo me dà il meglio quando gioca, come fa adesso, qualche metro più indietro. Marchisio-Bonaventura? Secondo me possono diventare gli uomini partita. Marchisio perché può attaccare gli spazi e Bonaventura che può ripartire in velocità. Si tratta di giocatori dalle caratteristiche importanti. Duello Allegri-Inzaghi? Il bianconero ha tutti i requisiti per stare dove sta. E’ bravo, intelligente, scaltro, sa fare gruppo e non perde mai di vista il dialogo con i dirigenti. Tutte queste cose fanno di lui un grande tecnico. Pippo è un lavoratore, vive per il lavoro, cerca la perfezione in ogni momento. E questo è importante. E’ sulla strada giusta. La sua panchina in bilico? Non è contro la Juve che si può decidere il suo futuro e quello del Milan. Dopo il match dello Stadium i rossoneri affronteranno Empoli e Cesena ed è con loro che dovranno fare punti a tutti i costi. Champions League? Secondo me quest’anno i campioni d’Italia possono andare molto avanti in Europa. In passato sono stati sfortunati. Mi viene in mente la partita decisiva di Istanbul contro il Galatasaray su quel campo. Adesso sono più convinti, coraggiosi. Se superano il Borussia non possono e non devono accontentarsi. Lo scudetto? Sette punti sono tanti ma la Roma ha ancora qualche possibilità, se si ritrova. Certo che se la Juve dovesse vincere a Roma il 2 marzo sarebbe di nuovo campione”.

Simone

 

 

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