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ANCORA BUFFON: “Qui per vincere la Champions. Serie A? Inter la principale rivale”

Gianluigi Buffon ha rilasciato a Tuttosport una lunga intervista. Questo un estratto delle sue dichiarazioni.
Sulle possibilità in Champions:«Penso che negli ultimi due anni ci sia la possibilità per delle vecchie outsider di poter fare il colpo gobbo. Mi ero convinto a Parigi che noi saremmo arrivati proprio fino in fondo. C’erano dei segnali e c’erano delle partite anche contro altri squadroni in cui vincevamo con una forza e una convinzione che erano disarmanti. Poi è accaduto quello che è accaduto in quella serata nefasta, però il mio pensiero derivava dal fatto che non vedevo più quella squadra che ti faceva pensare che “ad andare contro questa, ti fai male”. Ora vedo tante squadre con cui te la giochi».
Sulla Champions: «Ha pesato tanto (sul voler tornare ndr). Diciamo che per il 51 per cento ha pesato la voglia di non penalizzare la vita dei miei figli, per il 40 per cento il desiderio di poter vincere la Champions, ma vincerla con certi ragazzi , con certi tifosi, con certi dirigenti; insomma con certa gente che poi è quella che mi ha accompagnato in tuttala mia carriera. Secondo me alla fine questo è un qualcosa di impagabile, perché se un giorno dovesse veramente accadere tutto ciò, mi sentire nel posto giusto al momento giusto e so che veramente potrei esprimere tutto me stesso in quanto a gratitudine e felicità perché avrò tute le componenti che per me hanno segnato una carriera».
Sull’Inter: «Sì, la definisco senza il minimo dubbio la rivale numero uno perché conosco benissimo l’allenatore e il suo modo di insegnare calcio, la bravura nel trasmettere convinzione e la voglia di stupire che ha. Conosco benissimo il direttore e anche molti dei loro giocatori che sono di primo livello».
Sulla Nazionale: «Lo ringrazio pubblicamente perché è sempre molto attento e delicato nei miei confronti. Come ho detto altre volte è un qualcosa di non dovuto e che non cerco. Se dovesse accadere e Mancini e la Federazione volessero farmi fare questa cosa, accetterei. Ma accetterei solo nel momento in cui decidessi di smettere di giocare. Prima non avrebbe senso».

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