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Ancora Glik: “Juve occhio a Mbappè”

Parlando della Juve, oggi è la miglior difesa d’Europa? 
«Le squadre italiane sono da sempre quelle difendono meglio. Io non guardo tutte le partite della Juve, però ha sempre fatto bene prima. Ma non è solo merito dei difensori ma loro difendono bene come squadra».
Con il 4-2-3-1 è una Juve diversa da quella che affrontava lei con il Toro? 
«Non so che Juve sia ora, non la seguo».
Jardim le ha chiesto qualcosa di specifico sulla Juve? 
«No, ma per ora non si parla ancora della Juve… Abbiamo ancora due partite importanti, quella di campionato è ancora più importante di quella contro la Juve».
Chi è più difficile da fermare: Dybala o Higuain? 
«Ottimi giocatori. Ma non è Glik contro la Juve, dovremo difendere tutti insieme».
Però il suo score contro Higuain non è eccezionale: 4 gol subiti in 6 partite con la maglia granata. 

 

«Ma lui è un giocatore importante, se ogni anno fa così tanti gol vuol dire che è molto forte a livello Europeo. Dobbiamo cercare in qualche modo di fermarlo».
L’Europa sta scoprendo Kylian Mbappé… 
«Se fai questi numeri a 18 anni, non solo in Ligue1, ma anche in Champions, vuol dire che siamo di fronte a un giocatore eccezionale. Diventerà tra i più forti al mondo».
Con lui c’è Falcao. E pensare che c’è chi lo considerava finito… 
«E’ un grande giocatore. E’ tornato a fare quello che si aspettava, e che tutti gli altri si aspettavano da lui. Sicuramente noi abbiamo bisogno di Falcao e lui ha bisogno di Monaco. E’ così. Ci sono posti in cui ti senti meglio e le cose vanno bene».
Le cose non vanno bene, invece, per Glik quando incontra la Juve. Soprattutto allo Stadium. E’ il momento di riscrivere la storia?
«Sì, vero che non ho mai vinto allo Stadium, ma ci sono stati anche tanti episodi che ci hanno fermato. Purtroppo. Noi verremo per vincere e qualificarci in finale, ma ora è presto per parlare già del ritorno a Torino: prima pensiamo a quella di andata e c’è il campionato che è ancora più importante».
Però per lei, da ex capitano del Toro, questa sfida avrà sicuramente un significato particolare. 

 

«Ma quello è normale, quando ho visto che ci avevano sorteggiato contro la Juve il cuore batteva più veloce. A Torino ho vissuto 5 anni splendidi, sono cresciuto come giocatore e come uomo. E’ normale che sia una partita speciale».
Porterà in campo un po’ di Toro? Un oggetto particolare, una maglietta? 
«Basta il mio cuore. Un pezzo del mio cuore è granata… I tuoi ex compagni ti hanno scritto dopo il sorteggio? Erano così tanti che non so chi ha scritto prima, ho parlato con i compagni, mi ha chiamato il segretario Longo dopo il sorteggio, ma sono sempre in contatto con tutti da Petrachi al presidente, ho sentito tutti».
Ha pubblicato una foto che ha fatto discutere: il tackle su Giaccherini. E l’espressione “su di giri”, perché quella foto? 

 

«Le polemiche mi fanno ridere. Non volevo caricare la partita, né fare polemiche né provocare nessuno. Era solo un mio ricordo di questa sfida».
Quanti le hanno già chiesto biglietti da Torino? 

 

«Tanti, non solo da Torino, ma non posso soddisfare tutti…».
Che allenatore è Jardim? 
«Vive di calcio, ogni momento in ogni giorno. E’ molto preparato, una grande persona».
La Juve ha punti deboli?
«Certo che li ha, però non posso dirli, li sappiamo, ma ce li teniamo per noi».
Il derby di Torino si giocherà tra le due partite di Champions, con l’andata alla vigilia del 4 maggio. 

 

«Il derby lo vedremo sicuramente, ci aiuterà a preparare la sfida di ritorno. Il 4 maggio è una data importante non solo per i tifosi del Torino, ma per tutta l’Italia. E’ vero che ci sono tutti questi intrecci del destino: magari è un buon segnale».
La Juve ha supervisionato spesso i giocatori del Monaco: possiamo dire che ha fiuto? 

 

«Sicuramente, ma se una squadra arrivata così avanti in campionato e in Champions vuol dire che qualcosa di buono c’è».
Pronto a qualche pazzia in caso di qualificazione per la finale? 

 

«Ancora non ci ho pensato, se mai riusciremo a farlo, qualcosa mi inventerò…».

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