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Immagine dall'account twitter del calciatore

BENATIA, “Il rigore di Madrid? Non è la prima volta che si vedono cose strane”

Medhi Benatia ha parlato ai microfoni di Sky Sport. Ecco le sue parole riportate da TuttoJuve.com: “Per me il capitano di tutti è Buffon. Gigi è una leggenda, come gli altri però lui è una grande leggenda. Ha vinto tutto quello che si poteva vincere. E poi parla sempre, prima della partita parla. Anche in aereo ti parla, sente le partite. Lui ha un amore incredibile per la Juve. Sappiamo che quando la Juve ha avuto qualche problema lui poteva andare dappertutto ma è sempre rimasto e quindi è un esempio per tutti”.
La tua partita più bella?
“In Italia direi sicuramente la finale Juve – Milan a Roma. Abbiamo vinto 4-0 in finale di Coppa Italia. Io ho fatto una doppietta, ma ho fatto anche una bella partita a livello difensivo. Se devo scegliere in Italia dico quella. In nazionale dico quella che ci ha fatto andare al mondiale. Sono due ricordi importasti per me”.
Cosa si disse nello spogliatoio della Juventus dopo la sconfitta con il gol di Koulibaly?
“Fu una settimana brutta per tutti i tifosi juventini, ma vi garantisco che fu una settimana brutta anche per me. Purtroppo come ho già detto stavamo facendo una buona partita. Io a livello personale stavo facendo una delle migliori partite che ho fatto con la Juve, con l’infortunio di Chiellini dopo 10 minuti ho quasi tenuto la difesa da solo, senza fare il fenomeno, perché non sono così. Ma in questa partita era così, ho salvato tantissimi palloni importanti ed eravamo sullo 0-0, una partita sarà dominata dal Napoli e c’è questo calcio d’angolo alla fine e l’arbitro mi si avvicina e mi dice che mi guarda e non dovevo mettere le mani. Io cerco di non tenere Koulibaly, Albiol mi passa davanti e non mi fa vedere e alla fine perdo la marcatura e lui fa un gol incredibile. Perdiamo 1-0 e per me in quel momento non avevo perso solo la partita avevo perso tutto. Quindi fu un momento brutto, sono andato a casa non ho dormito per tre giorni e anche in allenamento non parlavo ed ero triste. Ero molto toccato da questo momento e poi due o tre giorni dopo iniziamo a preparare la partita contro l’Inter che era fondamentale e vedo che Allegri non mi fa giocare. Io stavo giocando tutte le partite e l’ho presa sul personale e ho detto: “Si vede che non mi fa giocare e ho perso io la partita”. Mi sono sentito molto male, fortunatamente abbiamo vinto 2-3 grazie al Pipa a San Siro. Sono contento perché avevamo vinto ed eravamo di nuovo ben messi in campionato, però nello stesso momento ero triste perché aveva fatto uscire solo me. E ho pensato: “Ma questo non ha guardato la partita? Io stavo facendo davvero una grande partita. E in quella partita non siamo usciti dall’aerea. Il Napoli ha stradominato. Il Napoli vince 0-1 su un errore mio, ma se ne prendevamo 4 non c’era niente da dire”. Però ero veramente triste e l’ho presa male, ma nello stesso tempo er contento per la vittoria e dopo sappiamo come è andata. Quindi alla fine è andata bene”.
Dopo quella partita sei tornato a giocare in finale di Coppa Italia, questa cosa quanto ha inciso? Poi ti chiedo a distanza di 2 anni quello a Madrid era rigore oppure no?
“No ha inciso tanto, perché mi sono sentito tradito. Io avevo giocato anche infortunato e avevo capito che stavo facendo bene e che la squadra aveva bisogno di me. Stavo facendo bene e giocavo ogni tre giorni che per il mio fisico non era un’abitudine. Era andato via Leo (Bonucci ndr) e Howedes aveva tanti infortuni e il mister aveva bisogno di me. Io non mi nascondevo mai ed ero sempre li. A volte saltavo gli allenamenti e mi faceva giocare lo stesso e quindi l’ho presa male. Poi sai nel calcio devi sempre ripartire, questa è la forza di un calciatore. Quella di Madrid è un brutto ricordo, perché all’andata ero squalificato con Pjanic e abbiano perso 3-0 in casa e con Mire eravamo in tribuna e ci dicevamo che era finita. Era impossibile andare li e vincere più di 3-0 e dopo andiamo a Madrid e guardiamo la partita del Barcellona con la Roma e abbiano capito che si poteva fare. C’era Gigi che aveva una motivazione pazzesca. Abbiamo fatto una partita incredibile e alla fine c’è questo tocco di testa e Cristiano salta più alto di Alex. Giorgio era uscito sul centrocampista. Io capisco che c’è un pericolo su Vazquez e cerco di anticiparlo senza ovviamente toccarlo. Lui era sorpreso di vedermi la e cade. Gigi era quasi a terra e l’arbitro mi da rigore onestamente se ho fatto fallo l’ho toccato con la coscia. Se dai un rigore all’ultimo secondo deve essere una cosa netta. Tante volte a Madrid sai cosa success in Champions League non voglio entrare in polemica ma non è la prima volta che vediamo quelle cose li un po’ strane. L’abbiamo vissuta molto male. Sono stato ancora io il colpevole, è stato un momento difficile”.
Messaggio di Pjanic: “Non ti fai sentire, ci manchi”.
“Lui è un fratello vero. Sapete l’amicizia che ho con Miralem. È un fratello che sicuramente vedrò anche dopo la carriera. È un calciatore top. Mi fa piacere vedere lui ed Edin. Non è vero che non mi faccio sentire”.

 

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