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Immagine dal profilo ufficiale twitter del calciatore

BERNARDESCHI, Da un passato “devastante” al nuovo “Ronaldeschi”…

Il cuore, la testa, il marmo. Il cuore di Federico Bernardeschi che faceva le bizze a 16 anni e lo costrinse a rinunciare alla palla per sei mesi. La testa che allena come il fisico e che sembra tornata nel giusto mood: domani Berna dovrebbe essere tra i titolari Juve contro il Chievo, assieme al nuovo amico portoghese e a Dybala (in mezzo, invece, non dovrebbe farcela Bentancur). A legare passato e futuro c’è il bianco accecante di Carrara. Del marmo che veste la sua città, «quasi una luce in fondo al tunnel», e di molto altro ha parlato Bernardeschi in un articolo bellissimo consegnato a The Players Tribune. Ha raccontato un incubo della giovinezza: «A 16 anni i medici scoprirono che il mio cuore era allargato. Non sapevo se avrei ancora giocato, alla fine superai il problema, ma ho capito la fragilità del viaggio. La Juve? Qui la vittoria è un’ossessione». Lo sarà anche stasera conto la squadra che più gli garba: al Chievo segnò in viola il primo gol in A, nel 2015, e pure il primo in questa stagione, quando era ancora agosto. In quei primi mesi nasceva così il «Ronaldeschi»: Berna si era preso la Juve, in tandem con CR7, compagno affezionato anche fuori dal campo. In realtà la crescita col tempo si è fermata tra problemini fisici e contraccolpi psicologi. Sembra ormai tutto alle spalle, il numero 33 ha rivisto il bianco in fondo al tunnel: dopo il gol al Bologna, Allegri ha detto di aver rivisto il Berna di inizio stagione. Quello con la testa e il cuore di marmo. Lo riporta la Gazzetta dello Sport.

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