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BERNARDESCHI: “Sono pronto a giocare dove vuole il mister. Duettare con CR7? Un sogno”

Bernardeschi, direttamente dalla tournée americana, ha rilasciato un’intervista esclusiva a TuttoSport. L’intervista completa potete trovarla sulle pagine dell’edizione odierna, ecco qui invece un resoconto delle risposte più importanti:

Sul ritiro

«Procede bene, si lavora tanto: infatti siamo un po’ stanchi e abbiamo le gambe legnose, come si dice in questi casi. Però è giusto che adesso non ci sia brillantezza: non dobbiamo essere al cento per cento ora, no? Ma all’inizio del campionato».

I più divertenti del gruppo

«Direi Alex Sandro, ma anche Perin e Pinsoglio. Sì, loro: i portieri sono i più matti. Tirano un po’ su tutti. Ma davvero, siamo un bel gruppo nel complesso: sono felice di farne parte».

Ruolo in cui il mister potrebbe impiegarlo

«Il fatto è che quando il mister ha bisogno, un professionista deve essere lì pronto e mettersi a disposizione. Oltretutto, da un punto di vista personale, se c’è l’occasione di imparare un altro ruolo rispetto a quello che si fa abitualmente, penso alla mezzala, beh, non è un problema ma un piacere e un’opportunità in più per migliorare. Credo che nel calcio moderno servano più conoscenze possibili. Visto che il gioco è più dinamico di una volta e tutto si sviluppa in maniera rapida. Io cerco di imparare: poi il mister valuterà il posto in cui servirò di più. A parte il centrale difensivo, dove magari farei fatica… direi che posso mettermi a disposizione per tutto perché davvero, ripeto, bisogna avere più conoscenze per non essere limitati. Meglio dare a un allenatore varie possibilità di scegliere un modulo diverso».

Ruolo preferito

«A beh, più avanti possibile ovviamente. Vicino alla porta… Per un calciatore offensivo come me, stare vicino alla porta è il massimo, non si scappa».

Sul possibile “duetto” con Ronaldo

«E per forza… Lui è un esempio di chi ha ricoperto diversi ruoli in passato, ma poi con l’evoluzione del suo calcio si è ritrovato a giocare più possibile davanti alla porta per sfruttare quelle sue doti enormi di realizzatore: è stato veramente un pilastro, insieme con Messi. In quanto a numero di gol realizzati hanno davvero segnato e condizionato tutto il calcio. Giocare con lui sarà un piacere enorme».

Sul cambiamento rispetto all’anno scorso

«E’ cambiato molto, rispetto a dodici mesi fa. L’anno scorso per me era tutto nuovo, tutto da scoprire. Credo poi di aver disputato un buona stagione, anche se purtroppo nel momento migliore c’è stato quell’infortunio che mi ha tenuto bloccato. Ma in generale il bilancio è buono. Sono sicuro che ora avremo tutti l’occasione per riscattarci e fare ancora meglio, io in primis. Con il titolo di campioni d’Italia da difendere e la Champions da provare a vincere. E poi ci sono ovviamente gli obiettivi personali… Io sono convinto che sia fondamentale fissarsi dei traguardi anche a livello individuale: ciascuno se li deve porre e deve mantenerli vivi dentro di sé come stimolo. Ci saranno difficoltà, ci saranno partite che andranno bene e altre che non andranno nel verso giusto: ma ciascuno deve darsi degli obiettivi personali e poi, solo in un secondo tempo, concentrarli con quelli di squadra. E allora sì che si potrà veramente fare qualcosa di importante, dando tutti al massimo delle possibilità».

Sull’addio di Firenze e la rabbia dei tifosi

«Altroché. Anzi, ce ne fosse soltanto qualcuno ne sarei felice… Ma sono scelte. Scelte che un calciatore fa per professione, con l’obiettivo di crescere e di maturare. E io non mi sono mai pentito della mia scelta, ogni giorno sono sempre più orgoglioso di fare parte di questa grande società».

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