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Bucchioni: “Juventus, dna vincente. Sulla mancanza di gioco e su Pjanic…”

Enzo Bucchioni è intervenuto ai microfoni di TMW Radio analizzando la sfida di Champions di ieri tra la Juventus e il Siviglia. “La sensazione molto forte, che questa squadra abbia qualcosa dentro e che sia programmata per vincere, una magia…spesso gioca male però alla fine i risultati sono sempre straordinari. Ieri tre gol in un campo in cui le italiane non avevano mai vinto né segnato. Il girone Champions è vinto a una giornata mancante. E’ una squadra che ha limiti e lacune, ma come faccia a superare tutto forse è nel dna e nel carattere.”

Sul gioco della Juve: “Io voglio essere ottimista per molte ragioni, intanto non condivido le critiche eccessive ad Allegri, perché è vero che è un allenatore italianista, che pensa all’equilibrio delle sue squadre, però non le fa giocare così male. Ripensiamo un po’ al primo Milan dello scudetto io mi ricordo partite straordinariamente belle, mi ricordo che i rossoneri contro il Barcellona di Guardiola furono competitivi. Io penso che la Juve sia in una fase di passaggio, guardate anche la formazione di ieri sera, quando ti manca Chiellini, Barzagli in difesa, davanti ti manca Higuain e Dybala, qualche perplessità sul momento non fortunatissimo ti viene dal punto di vista degli infortuni e dell’organico. La condizione atletica non è al massimo, sta meglio rispetto ad un mese fa, crescerà”.

Su Pjanic: “Delusione dal punto di vista caratteriale, e dal punto di vista del gioco. Non incide, sembra estraneo alla manovra della squadra, e ogni tanto mi chiedo dove sia finito quel giocatore che era alla Roma. Forse il passaggio, le pressioni che ci sono alla Juve non le riesce a gestire. Ieri era da sostituire. Sopravvalutato o non è il suo momento? Il giocatore non lo puoi bocciare, a Roma ha fatto dei campionati importantissimi. Mi vengono in mente le parole di Spalletti, forse dettate allora dalla delusione derivante dalla decisione del giocatore di andare via, “qui alla Roma ci sono giocatori più importanti, come Strootman, De Rossi e Nainggolan”, forse aveva ragione lui. Io credo però che un periodo di ambientamento vada dato a tutti”.

Sull’epulsione di Vazquez: “Ha influito tantissimo, era tutta un’altra partita prima. Un giocatore che perde la testa e che vai a cercare vendetta per un fallo non fischiato è un’ingenuità clamorosa, soprattutto in campo internazionale. Sai di esser ammonito oltretutto e fai fallo a centrocampo”.

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