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Buffon, le carezze di papà Adriano: “Negli occhi di Gigi vedo la Champions. Meriterebbe il Pallone d’Oro”

Manca sempre meno alla grande finale di Cardiff, un momento indimenticabile soprattutto per Gigi Buffon che, in caso di vittoria, potrebbe addirittura ambire anche al pallone d’oro. Sulle colonne di Tuttosport possiamo leggere una lunga intervista al papà Adriano, che ha parlato così di suo figlio: “Fisso gli occhi di Gigi e vedo una gran finale. A me Gigi basta vederlo in faccia per capire che partita farà. Questo è un periodo molto positivo, intravedo in lui una maggiore tranquillità rispetto al passato. Sono fiducioso per la finale di Champions. E’ la volta buona? Se non la vincessero mi dispiacerebbe. Però attenzione: non sarebbe scandaloso. Non dimentichiamo che di fronte ci sarà il Real Madrid, un club che ha fatto la storia del calcio ed è campione d’Europa in carica. La mia sensazione è che ci sia troppo ottimismo tra la gente: è giusto che ci sia consapevolezza, però questo Real impressiona. Arriva all’appuntamento con i campioni in forma e mi dicono che in questo periodo Ronaldo sia particolarmente disponibile con i compagni. Ma mi auguro, e sono convinto, che la Juventus troverà le contromisure giuste”. Ma come si vive in casa Buffon questa partita? “Cerco di essere disincantato, anche perché a 72 anni mi devo tenere riguardato – racconta Adriano – Seppur mi sforzi, l’emozione c’è sempre e si percepisce anche dai battiti del cuore: mi viene ancora la tachicardia. La sfida contro Messi? Lui e la Juve sono stati fantastici, contro il Barcellona. Ma a me la partita in cui Gigi è piaciuto di più nell’ultimo periodo è stata quella di Bergamo contro l’Atalanta. Nei due gol subiti è stato sfortunato, ma l’ho visto super reattivo. In certi movimenti sembrava un ventenne. Dopo la partita gli ho detto: ‘In queste condizioni puoi giocare fino a 50 anni…’. Gigi è scoppiato in una delle sue risate. Quando Beckenbauer nel 2013 gli diede del pensionato ci rimasi male, anche se forse era stata un po’ ingigantita la cosa. Ho troppa stima di Beckenbauer per pensare che si fosse espresso in quei termini. L’unica volta che ho sbottato sentendo criticare Gigi risale a tanti anni fa, ai tempi delle giovanili del Parma. Giocavamo a Padova. Gigi era stato appena promosso negli Allievi Nazionali del Parma. A vederlo c’eravamo io, mia moglie e un paio di parenti. Gigi fece un errore grosso e un allenatore disse ad alta voce: ‘Non si possono far giocare i bambini a questi livelli’.. Mi scattò l’orgoglio del padre e gli risposi: ‘Lo guardi bene, quel bambino, fra 5 anni sarà in Nazionale. Chiosa finale sul pallone d’oro: “In tanti dicono che se lo meriterebbe, io ne prendo atto. Da sportivo penso che se sei riuscito a resistere ad alto livello così tanti anni, evolvendoti di pari passo ai cambiamenti del calcio forse qualcosa di speciale lo hai fatto davvero e puoi meritare anche un riconoscimento. A Gigi però non lo dico mai: quella dei complimenti è mia moglie… (risata)’. Dai consigli tecnici alla partita più bella di Buffon: “Ogni tanto gli dico di uscire dall’igloo, cioè dalla porta, perché dentro fa freddo. La partita più bella fu Germania-Italia a Dortmund, la semifinale mondiale. A Gigi però dico sempre che la sua miglior partita è stata quella dell’esordio col Parma e la prossima che deve giocare. Lo faccio per stimolarlo!”.

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