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CAPELLO: “L’Inter con Suning sarà la rivale della Juve nei prossimi anni, Ramsey…”

Fabio Capello ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport dove ha affrontato svariati temi. Ecco le sue parole:

Capello, è passato quasi un anno dall’annuncio del ritiro dal calcio. Rimpianti? Nostalgia?
«No, è sempre l’età che ti fa prendere certe decisioni. Bisogna capire quando è il momento di lasciare. Ho avuto, dal pallone, quello che speravo, probabilmente di più. Mi sono tolto anche l’ultima soddisfazione: andare in Cina, guidare una squadra che non stava andando bene e riuscire a fare buone cose».
Già, la Cina. Suning. Toccando direttamente con mano quella realtà, che idea ti sei fatto delle potenzialità dell’Inter?
«Enormi, potenzialità enormi. Il grande capo è un uomo di intelligenza notevole, di iniziativa, con un carisma eccezionale. Dopo aver conosciuto la realtà di Suning così da vicino, posso assicurarti che l’Inter sarà al cento per cento la rivale della Juve nei prossimi anni. E non solo in Italia».
E nel frattempo è arrivato Marotta.
«Che assicura un altro salto di qualità. Vedrai che l’Inter, come la Juve, farà parte dell’élite d’Europa».
Vorrà dire che ti seguiremo. Torniamo al calcio giocato. Qual è il segreto di questa Juve che vince da tanti anni?
«Nessun segreto. Ha costruito la squadra in maniera intelligente, preoccupandosi ogni volta di migliorare. Noi pensiamo sempre a cosa sta facendo in Italia, ma la vera spia della sua grandezza è di aver giocato due finali di Champions, che poi puoi vincere o perdere. Ma l’importante è arrivare fino in fondo. E quello è il metro per capire quanto sia forte. In Italia non c’è concorrenza. Troppo facile».
In qualche modo direi che ti rivedi in Allegri.
«Sì, è vero, nella capacità di cambiare il modulo, di cambiare pelle alla squadra all’occorrenza. Allegri in tutto questo è bravissimo. Dicono: sfido, con questa macchina potente che Allegri ha a disposizione. Chiacchiere. Perché devi avere la credibilità per gestire una macchina così. Se non sei capace, i giocatori ti scaricano in cinque minuti. Credibilità: in ogni settore della vita è la qualità più importante».

 

Allegri all’estero?
«Se cambi club in Italia, trovi al massimo un’organizzazione diversa. Se vai all’estero, devi misurarti con una nuova lingua, con nuove abitudini, con un nuovo stile di vita, con un modo di pensare differente. Sono esperienze che ti arricchiscono».
Tornando alla Juve di oggi. È la più forte di tutti i tempi?
«Grande squadra, tra le più forti sicuramente, ma almeno in Italia – come ti dicevo – la concorrenza non c’è. Hai visto le distanze con la seconda, la terza? Fanno impressione».
 
Ramsey?
«È uno che fa anche gol, caratteristica molto importante. Il tutto su un giocatore strutturato, che ha qualità, temperamento, forza.Un rinforzo di primo, primissimo, livello».
In Italia, dicevi, la concorrenza non brilla. Ma in Europa quali sono le rivali della Juve?
«Le più forti in Champions sono Juve e Manchester City, poi il Barcellona. E voglio vedere cosa farà il Paris Saint Germain, chi prenderà per migliorarsi a centrocampo. Un’idea io ce l’ho…».
Ma Ronaldo a parte, chi è l’uomo chiave della Juve di oggi?
«Chiellini. E poi Pjanic, per il modo in cui fa giocare la squadra. Ma mi piace moltissimo Bentancur, diventerà un top player».
E questa partita col Milan in Coppa? Insidiosa? Ci arrivano tutte e due dopo la qualificazione in Coppa Italia.
«Nel calcio può succedere di tutto, ma mi sembra onestamente che ci sia tanta, troppa differenza. Ho visto la Juve dal vivo contro l’Inter. Altro ritmo. È impressionante».
In casa Juve si pensa addirittura di poter fare il pieno. Il Triplete più questa Supercoppa che, magari, appartiene statisticamente alla stagione scorsa, ma si gioca adesso. 
«Alla Juve hanno questa voglia di vincere tutto ed è la molla che ti spinge a dare sempre il massimo. È la garanzia più grande».
In testa alla classifica, tra Juve, Napoli e Inter, se non tutto deciso, molto sembra già orientato. E per la corsa al quarto posto?
«Si parla sempre di Lazio, Milan e Roma, che però hanno tanti alti e bassi. Io dico di fare attenzione proprio alla Sampdoria, che pure in Coppa Italia se l’è giocata assolutamente alla pari fino ai lampi di Cutrone e ha tutto – anche l’allenatore giusto – per centrare l’obiettivo».
Il calcio è più organizzazione o più fantasia?
«Il calcio è fantasia nell’organizzazione».
Ma vincerebbero 10 Gattuso o 10 Pirlo?
«Bella domanda. Ti rispondo così. Io non sono per i giocatori polivalenti, io sono per gli specialisti. Ma Gattuso e Pirlo, con le loro caratteristiche, erano specialisti. Dunque sarebbe una bella sfida. Prova a integrare però i Pirlo con i Gattuso…».
Nella tua carriera non solo squadre di club, ma anche nazionali. Com’ è attualmente il livello del calcio italiano? Sembra stia nascendo una generazione di ottimi calciatori. Anche la Coppa Italia ha confermato la tendenza, con Cutrone e Kean protagonisti.
«Verissimo. Ci sono tanti giocatori interessanti. Barella è uno di questi. ».
Juve e Milan. Una partita e gran parte della tua vista calcistica. Come farai a tifare per una delle due?
«Mi godrò la partita, sperando in uno spettacolo come quello che ci offrono le squadre inglesi. Ma hai visto Liverpool-Tottenham e Manchester City-Liverpool? Uno spettacolo. Tutti di corsa a recuperare il pallone e subito via dall’altra parte. Ci sono squadre in Italia che stanno lì, si guardano intorno e non sanno che fare. Poi la danno al portiere. Oh, ma ti sembra normale che – qui da noi – il portiere tocchi trenta palloni a partita e il centravanti soltanto cinque?».

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