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Capello: “Tra Juve e Milan credo più ai bianconeri. Su Pogba, Dybala e Buffon dico…”

La Gazzetta dello Sport apre con una lunga intervista a Fabio Capello. Ecco la parte su Juventus-Milan:

Il suo titolo per Juve-Milan?
«Ha il fascino della rimonta e non è poco. La Juve deve ritrovarsi, recuperando quelle che sono sempre state le sue caratteristiche: fame e determinazione. Il Milan sta crescendo partita dopo partita. Mi metto nei panni di Mihajlovic e immagino quale sia il suo stato d’animo. Vorrebbe rivedere in gara gli atteggiamenti e i riscontri degli allenamenti. Il problema è che talvolta i giocatori non riescono a dare quello che hanno mostrato durante la settimana. Ci sono maglie, come quella del Milan, che pesano più di altre, ma è questo il passaggio che rende grande un calciatore: saper rendere al massimo senza lasciarsi condizionare dal nome della squadra che rappresenta».
Tra Juve e Milan chi può davvero rimontare?
«Credo più alla Juve. Mi pare che le prime risposte siano già arrivate e penso che possa tornare in corsa per il titolo. Una partenza lenta era prevedibile dopo gli addii di Tevez, Vidal e Pirlo. Il Milan ha cambiato molto e va dato tempo all’allenatore. Il calcio ha purtroppo questo difetto: è impaziente. Quando compri molti calciatori di buon valore, pensi che il più sia fatto, ma non è così. Per vincere devi avere una base solida e acquistare due ottimi giocatori per volta».
Pogba va a intermittenza.
«Anche qui un rigetto iniziale era prevedibile. Il peso della responsabilità non è indifferente. Ora gli hanno dato la bacchetta del direttore d’orchestra e lo scenario è cambiato. Bisogna solo avere pazienza, il talento di Pogba non si discute».
Dybala?
«Mi piace molto. Ha enormi qualità, ma è giovane, ha 22 anni e gli va concesso di sbagliare, o di avere pause. Si cresce anche così».
Il 19 novembre 1995 Gianluigi Buffon debuttava in Serie A in Parma-Milan. Vent’anni di Buffon.
«Ricordo bene quel giorno perché ero io l’allenatore del Milan. Quando negli spogliatoi mi arrivò il foglio con la formazione del Parma, rimasi sorpreso. Dissi “ragazzi, questi mandano in campo il portiere della Primavera”. Dopo la partita, capii il motivo di quella scelta: finì zero a zero e Buffon salvò il Parma con tre parate straordinarie».
Dove collocare Buffon nella storia del calcio?
«Tra i primi cinque portieri di tutti i tempi. Condivido la classifica della Gazzetta: Zoff, Zamora, Jascin, Banks e Buffon sono i migliori di sempre».
Nel Milan un altro Gianluigi portiere minorenne: Donnarumma.
«Conosco Diego Lopez. Ottimo portiere. Ottimo professionista. Ottima persona. Se Mihajlovic ha scelto Donnarumma, ha intravisto doti eccezionali».
Indossare la maglia di titolare del Milan a sedici anni non è cosa da poco.
«Maldini e Rivera diventarono titolari poco più che ragazzini. La differenza sta nel ruolo. Quello del portiere è particolare, ma Buffon dimostra che quando c’è un talento fuori dalla norma è giusto rischiare».
Capello ha giocato e allenato la coppia Juve-Milan: chi le è rimasto di più nel cuore?
«Non riesco a indicare una preferenza. Nella Juve ho vissuto la parte migliore da calciatore e l’ho allenata per due stagioni. Per me quei due scudetti furono conquistati sul campo. Non ho mai avuto il segnale che fossero stati regalati. E sono amico da sempre della famiglia Agnelli. Nel Milan ho chiuso la carriera da giocatore e grazie alla fiducia di Berlusconi ho iniziato quella di tecnico. Con il Milan nei primi anni 90 vincemmo tutto, stabilendo record straordinari. Ma per altre ragioni mi sento legato anche a Roma e alla Roma. Lo scudetto del 2001 fu una grande impresa».
Juve-Milan può rappresentare anche il rilancio del campionato italiano?
«La Serie A è migliorata e sta tornando ad alti livelli. Nelle difficoltà, i club sono stati bravi a puntare sui giovani. Il nostro calcio è nuovamente competitivo in Europa. I problemi non sono tecnici, ma ambientali. Gli stadi vecchi e vuoti sono il nostro grande limite. Un derby giocato senza le due curve, come quello romano, è un brutto segnale. Agli ultrà è stato concesso troppo e tornare indietro ora non è facile».
Higuain è il calciatore più forte del nostro campionato in questo momento?

 

Allegri

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