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Dal profilo Instagram di Federico Bernardeschi

CHAMPIONS, Dalla forza delle “Heuvos” all’inferno Olandese

Con i festeggiamenti per l’ottavo scudetto consecutivo conquistato in Serie A, con una nuova pagina di storia scritta, i bianconeri non possono e non devono cancellare la cocente sconfitta di mercoledì contro l’Ajax. Indubbiamente una menzione di merito va data ai terribili ragazzi Olandesi, che hanno dimostrato in questo loro cammino europeo di meritarsi un posto tra le migliori squadre del torneo ai danni di un Real Madrid defraudato della propria stella cometa e una Juventus a detta di molti non pronta a livello mentale per queste sfide. Iniziamo dunque l’analisi degli errori di questo cammino europeo bianconero: partendo dalla fase ai gironi, quando, per quanto mai in dubbio il passaggio del turno come testa di serie, la sconfitta con il Manchester United  doveva far suonare l’allarme. Una gara mollata troppo presto mentalmente, quando succede e ci si chiude in difesa si rischia sempre di prendere un imbucata. Giocando la Champions League bisogna sapere che la giocano solo i migliori al mondo e sono in grado di farti del male sfruttando un lancio sporco del portiere, una mezza svirgolata, chi sa sfruttare anche l’unica occasione concessa per punirti. La figuraccia in Svizzera con lo Young Boys e la cocente sconfitta in terra Madrilena in casa dell’Atletico dimostrano questa supposizione. Deve dunque ripartire da questo concetto la Juventus 19/20. Deve partire dalla sera di Torino, non quella contro l’Ajax, ma quella contro l’Atletico delle “Heuvos” di Cristiano Ronaldo, di  Spinazzola che corre come una macchina da Formula 1 e di un Bernardeschi formato Capitan America. La Juventus di quella sera avrebbe avuto una scala al pokerino del mercoledì sera. Si è vista una squadra, un essere formato da uomini che hanno rincorso, morso e seguito il proprio uomo di riferimento. Allegri disse che il bel gioco lo si va a vedere al circo.  Niente di più vero,  ma come ha mostrato la nazionale di Ventura contro la Svezia, senza un gioco si finisce per fare figuracce. I bianco neri dovranno ripartire da quell’atteggiamento e quel modo di giocare che ha concesso l’impresa. Ovviamente oltre all’atteggiamento e alla mentalità, bisognerà vincere la sfortuna degli infortuni andando a fornire all’allenatore, che sia o meno Allegri, delle degne riserve per sopperire ai problemi fisici dei titolari. Si dovrà anche vincere la sfida dell’urna di Nyon, anche se, quest’ultimo punto, una squadra che punta la coppa delle grandi orecchie non deve temerlo. Non caschiamo nella scaramanzia, non siamo stati maledetti da nessuno, l’unica maledizione legata a questa squadra è la paura nella testa di un ragazzo che gli impedisce di superare l’ostacolo. Toccherà dunque a Ronaldo, l’extraterrestre delle 5 Champions, aiutare i suoi compagni a superare le difficoltà del cammino europeo. Si vedrà nella prossima stagione se si rinuncerà ad un obbiettivo come lo scudetto per puntare tutto a quella coppa che in Italia manca ormai da 10 anni.

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