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Che festa Gigi, torna ragazzo. La partita incancellabile…

Ci sono diverse cose fondamentali accadute il 19 novembre: il discorso di Gettysburg pronunciato da Abramo Lincoln («Il governo del popolo, dal popolo, per il popolo», 1863), la svolta nella battaglia di Stalingrado (1942), la passeggiata degli astronauti di Apollo 12 sulla Luna (1969), il primo incontro di Gorbaciov e Reagan (1985). Venendo a cose frivole, il 19 novembre sono nate due stelle di Hollywood, Meg Ryan e Jodie Foster , e Pelé ha segnato il suo millesimo gol (1969). Viaggiando sulla macchina del tempo che si è inventato per raccontarsi sui social network, Gigi Buffon si soffermerà su un episodio meno epico ma fondamentale per il calcio italiano e per uno dei suoi protagonisti più grandi e longevi: il debutto di quello che era un adolescente speranza del Parma, scrive La Gazzetta dello sport in edicola stamani.
macchina del tempo Così scrive il capitano della Juve su Twitter, fingendosi il 17enne che era allora: «Stento a crederci, il Mister mi ha appena detto che giocherò titolare in #ParmaMilan… Indosserò questa maglia per la prima volta!». Gli immancabili hashtag (#Parma-Milan, #numeroUno) arrivano dopo la traduzione in inglese necessaria sul profilo di un campione-icona al quale sono arrivati auguri da ogni parte del mondo. Buffon giocherà amabilmente con la nostalgia fino a domani, 72 ore in tutto per comunicare con i fan in modo un po’ diverso. Nel frattempo ha rilasciato varie interviste, e se con Uefa.com si è parlato soprattutto del passato, con Mediaset Buffon si è dedicato molto anche al presente, dicendo che contro il Milan ci sarà. Un cerchio che si chiude: Parma-Milan per cominciare a stupire, Juve-Milan per tentare una difficile risalita e provare a stupire ancora dopo vent’anni. «Arrivo da un piccolo infortunio ma penso che ci siano ottime possibilità di scendere in campo. Dal Milan al Milan, il ricordo dell’esordio è incancellabile. Nevio Scala bussò alla mia porta, mi chiese se me la sentissi di giocare e io, con un po’ di sfrontatezza, gli risposi che ero lì per quello». L’episodio è raccontato dall’ex tecnico del Parma in modo più o meno identico: «Gigi mi ha smontato. Nel consueto giro delle camere ho bussato e chiesto “domani giochi te, che ne pensi?”. E lui: “che problemi ci sono mister ?”. L’esordio è stato un rischio, ma Gigi è diventato il migliore».
presente e futuro L’esordio in serie A, le prime parate con la Under 17, la carriera in Nazionale, l’apoteosi da campione del mondo. E anche se la macchina del tempo va, il futuro è una terra lontana: «Io in panchina? Finché gioco spero non mi vediate mai in panchina. Scherzi a parte, ho tante belle idee ma non ho ancora pensato a quello che farò». Un pezzo di futuro se lo troverà però davanti in forma del milanista Donnarumma, uno che è entrato in scena ancora più giovane di Buffon: «Un consiglio per lui? Cercare di maturare velocemente per capire quali sono le cose giuste e quelle sbagliate di questo ambiente». Buffon ha giocato cento volte in Champions League: davanti a tutti gli italiani c’è Paolo Maldini a quota 139, ma a dar retta alle profezie del collega-amico Iker Casillas neanche questo è un traguardo impossibile per lo juventino. «Vent’anni non sono niente, Gigi!», è il cinguettio augurale dello spagnolo. Intanto Buffon si allena per non perdersi la grande festa di domani sera. Uno che non si è fatto da parte nei momenti difficili non tirerà le manone indietro proprio adesso.

 

 

Buffon

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