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Chiellini al Randstad meeting: Il mio passato, la Juve, e l’economia

Giorgio Chiellini, difensore della Juventus, è intervenuto nel corso dell’incontro “Randstad Next”, un percorso di orientamento professionale per sportivi dopo il ritiro dell’attività agonistica tenutosi oggi all’Allianz Stadium. Questa l’intervista al difensore bianconero di Alessandro Antinelli, riportata da tuttomercatoweb:

“Sono cresciuto a Livorno, dove ho fatto lo scientifico nonostante il calcio: ho fatto tante assenze per via dei tanti allenamenti. Ho sempre pensato di andare all’università, e mi sono preparato per farlo. Interrogazioni programmate, recuperi e tanta volontà, nonostante le tante difficoltà che non mi hanno impedito, comunque di uscire con 92/100. All’università ho scelto poi Economia, avrei forse fatto Medicina se non avessi giocato, mio padre è stato ortopedico. Ovviamente, ho sempre dato la priorità al calcio e ho accantonato gli studi. Ero già professionista, tra la serie B con il Livorno e la serie A con la Fiorentina. Ho dato giusto un esame, per saltare il militare… Una volta a Torino, mi sono accorto di avere tanto tempo, nel pomeriggio e dopo l’allenamento. Ho preferito studiare che giocare alla play station e guardare un film. Ho portato avanti il mio percorso di studi verso la triennale in pochissimo tempo. Mi sono laureato dopo un Europeo e un Mondiale. E nessuno mi ha poi forzato per riprendere verso la specialistica”

Hai fatto tutto questo per il dopo? “L’ho fatto sempre per il presente, non pensando mai a quando avrei smesso di giocare. Anche, e soprattutto, per avere un pensiero diverso e migliore anche quando gioco a pallone. Ovvio, la specializzazione in business administration potrà aiutarmi molto in futuro”.

Si dice che a fine carriera di uno sportivo c’è un vuoto. Si colma con la consapevolezza? “Il vuoto è inevitabile, dopo tanti anni dedicati allo sport che amiamo. Ho 33 anni, è normale cominciare a pensare a un futuro, cercando di aprirsi qualche nuova strada. Non so cosa farò di preciso in futuro, spero di non trascorrere troppo tempo lontano dalla famiglia. Insomma, potrei rimanere nel calcio ma non 200 giorni all’anno lontano da casa. Uscire dal mondo del calcio? Ora sono concentrato su questo mondo, non è facile trovare spazio in altri ambiti la stessa eccellenza che ho vissuto nel mondo dello sport e della Juventus”.

Quanto conta lo spogliatoio? “Il campione è la persona che gioca bene per se stesso, il fuoriclasse fa giocare bene chi gli sta intorno. Atleti compagni come Buffon e Pirlo, persone con carattere che ha permesso ha chi gli è stato intorno di crescere con loro. Nello spogliatoio di oggi ci sono 6 sudamericani, 3 tedeschi e 2 croati, ad esempio, ed è difficile convivere con culture differenti. Per alcuni è sempre ‘toda joia’, noi siamo un po’ più musoni”.

Sappiamo che si può fallire, la storia azzurra di questa settimana ce lo insegna. “Paradossalmente le esperienza ti aiutano a superare le difficoltà, quando si è giovani è più difficile farlo. La famiglia è fondamentale, un elemento di vitale importanza per ogni ragazzo, insieme alle figure più esperte quando mancano le certezze dopo i fallimenti”.

Quanto conta, invece, la formazione? “Moltissimo, i calciatori hanno la consapevolezza che il 99 per cento deve fare qualcosa finita la carriera, al di là dalla condizione economica. Rimettersi in gioco in un ambiente che non è il proprio, in un’altra dimensione, è certamente complicato”. Parlando di te, quali sono state le tue qualità più importanti? “Innanzitutto una predisposizione fisica, sin dall’inizio, dalle selezioni regionali passando dall’unger 15 alla maggiore. Però ero sempre il più bruttino: sgraziato, grezzo. Ma poi sono migliorato con gli anni, anche grazie ad allenatori che hanno creduto in me. A 17 anni è stata dura, quando i miei amici uscivano il sabato sera e io dovevo pensare al pallone. Se lo si fa con passione viene più semplice. Tanti grandi talenti non sono riusciti ad arrivare ad alti livelli proprio per la costanza. Alla mia età posso ancora migliorare, oggi la testa compensa quello che ho perso a livello fisico”.

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