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Giorgio Chiellini
Dal profilo Instagram di Chiellini

CHIELLINI: “Tra un paio d’anni mi vedo come dirigente”

Ecco le parole di Giorgio Chiellini ai microfoni di Repubblica:

FINE CARRIERA – “Mi piacerebbe intraprendere un percorso dirigenziale, devo capire quali saranno le mie qualità migliori e i difetti, mi vedo su quel ramo più che da allenatore. Il calcio è una passione, in parte è proprio la mia vita, è difficile staccarsi. Ora voglio provare a godermi gli ultimi anni, non so se sarà uno o due”.

LIBRO – “Si parla del libro “Io Giorgio”, in uscita settimana prossima. “Chiellini è un calciatore della Juve e della Nazionale che si è tolto tante soddisfazioni negli anni. Ho voluto parlare a 360 gradi di me, della mia vita. Era già pronto prima dell’emergenza, l’ho iniziato in estate, poi sono stato infortunato e ho deciso di farlo chiudere con l’infortunio. Poi c’è stata la pandemia, da qui l’uscita in ritardo del libro”.

TAGLIO STIPENDI “Ci siamo messi d’accordo da persone intelligenti. Mi sono stati dati anche più meriti di quelli che ho, da capitano ho fatto solo da tramite. Volevamo dare un esempio, tracciare la linea e siamo orgogliosi di averlo fatto”.

SARRI – “Non è stato facile stravolgere la squadra. Anche per colpa del mio infortunio e dei problemi al ginocchio di Cristiano. Abbiamo avuto alti e bassi, per fortuna per l’ultima partita. Lasciare con una vittoria contro l’Inter anziché con la sconfitta contro il Lione è diverso. Le due sfide con i nerazzurri il nostro momento più alto”.

RIPRESA – “Ero a casa quando mi hanno avvisato, non me lo aspettavo. Sono onesto, ero felice a casa, mi è dispiaciuto dire a mia figlia che sarei andato via. Prendo la macchina e le mie cose, ma non avevo dentro qualcosa che ti stimola a tornare. Quando poi sono uscito dall’autostrada, in zona stadio, ho provato un brivido dentro. A livello emotivo qualcosa scatta, a livello fisico non lo so. Nemmeno d’estate si sta chiusi in casa per due mesi. I rischi saranno altissimi, ma è sempre il compromesso che devi trovare. Tutti vorremmo giocare senza problemi, senza rischi e in sicurezza”.

BUFFON – “Gli ho fatto tanti gol in partitella, non è stato l’unico quello che ho segnato quando ero alla Fiorentina. Ho esultato, sì, ma poi sono diventato juventino, come me se ne contano sulle dita di una mano”. 
Interviene Buffon: “Quando in allenamento volevi marcare a uomo Ibra? Era un giovane emergente, che gli dava anche dei colpi proibiti, ma Giorgio incassava e non arretrava di un centimetro, segno di tutta la sua voglia. Ecco, Giorgio è tutto questo, a livello difensivo è il più forte in assoluto, che ci sia stato e ci sia ora nel calcio”.  
“Gigi per me è un fratello maggiore. Ha una capacità innata di trasmettere emozioni. Questa caparbietà, da giovane, ce l’ho sempre avuta. Io volevo guadagnarmi il rispetto dei campioni, visto che erano così tanti e io ero il più scarso di quella squadra. Ogni partitellina per me era un banco di prova importante, volevo sfidare i migliori per migliorarmi”.

CALCIO – “Mi prendono tutti in giro, mi assorbe tanto della mia vita. Non è tutto, ma quasi. C’è la famiglia, certo, mia moglie e i figli, anche gli amici, ma il calcio è una parte importante, anche perché non riesco a fare le cose senza impegnarmi”.

A riportarlo, Calciomercato.com,

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