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Conferme, delusioni e qualche sorpresa: Top e Flop di questa prima parte di stagione

Il 2017 sta per chiudersi e, come sempre accade in questi momenti,  è tempo di bilanci. Analizziamo, dunque, i top e i flop di questo inizio di stagione

Top:

  • Gonzalo Higuaín: c’è un motivo se il primo giocatore che viene in mente è il Pipita. La ragione sta tutta nelle parole del Capitano, Gigi Buffon, nel post partita di Udine, che ha elogiato l’atteggiamento in campo del 9 bianconero. Dopo un anno e mezzo dal suo arrivo a Torino, l’argentino ha compreso appieno il significato del mondo Juve e di cosa voglia dire lottare per una maglia che pesa tantissimo. Sacrificio per la squadra in primis; perché, giocando con gli occhi della tigre, i gol passano in secondo piano. Anche se ti chiami Gonzalo Higuaín;
  • Miralem Pjanić: il bosniaco è il faro del centrocampo bianconero e, nel nuovo modulo disegnato da Allegri con il centrocampo a tre, ha raggiunto l’equilibrio perfetto tra quantità e qualità. Mentre alla Roma gli veniva spesso rinfacciato di essere incostante, in questa prima metà di stagione Pjanic sembra aver raggiunto una maturità mai vista prima. Il vero geometra che tanto mancava alla Juve dopo l’addio di Pirlo, l’elemento imprescindibile della squadra di Massimiliano Allegri.
  • Mehdi Benatia: a sorpresa, il terzo giocatore da premiare è il marocchino. Martoriato più e più volte da una serie di infortuni di natura muscolare, Benatia non è mai riuscito a mettersi in evidenza con continuità. In quest’ultimo scorcio di 2017, invece, ha finalmente trovato più spazio. I risultati sono fenomenali: Benatia è un muro e dà una sicurezza totale. Domina in mezzo alla difesa e non fa rimpiangere l’addio a sorpresa di Bonucci.

Flop:

  • Sami Khedira: il tedesco non convince, appare in affanno e fuori forma ormai da troppo tempo. Mentre i compagni di reparto Pjanić e  Matuidi eseguono il loro lavoro più che egregiamente, Khedira annaspa e fatica a tenere i ritmi dei compagni. Che sia una questione meramente fisica? Lo scopriremo. Quello che è certo è che il campione del mondo, allo stato attuale delle cose, si rivela l’anello debole di un centrocampo di fuoco;
  • Alex Sandro: su di lui circolano tante voci. Si dice sia distratto dalle sirene di mercato, che abbia problemi personali o, anche, che la città di Torino non sia più di suo gradimento. Sorvolando su questioni che, francamente, interessano poco (parliamo di calcio giocato per favore), resta il fatto che il brasiliano non è più quello dello scorso anno. Ultimamente appare un po’ in ripresa, ma resta comunque la copia sbiadita del fuoriclasse apprezzato in passato.
  • Stephan Lichtsteiner: spiace tanto inserire lo svizzero in questa classifica, ma il terzino destro, da un anno a questa parte, appare svogliato e nervoso. L’aggravante è dato anche dalle forti voci di mercato che, nella sessione di mercato invernale dello scorso anno, lo volevano vicino ad un accordo con l’Inter; da lì in poi, anche il rapporto coi tifosi si è un po’ incrinato. Allo Stadium è palpabile l’insofferenza dei tifosi ad ogni suo tocco di palla. Resta, in ogni caso, un peccato. Lo svizzero ha dato tutto per la maglia e, qualora dovesse andar via, meriterà un caloroso saluto, a prescindere dalle sue scelte professionali.

 

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