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Conquistare il titolo d’inverno per la gloria ma, soprattutto, per la cabala

Come riporta La Stampa, essere campioni d’inverno non è poi un titolo così tanto inutile. Conquistare lo scudetto d’inverno da undici anni non è che una vittoria effimera e un po’ platonica, buona per chiudere il girone d’andata con un primo posto fatto più di immagine che sostanza. Ma l’aspetto più importante riguarda i numeri: se questi non mentono, allora alle quattro squadre in corsa per il titolo di gennaio converrà fare di tutto per chiudere la prima parte del campionato in testa. Perché dal 2004/2005, ovvero da quando la serie A è stata allargata a 20 squadre, chi ha vinto lo scudetto d’inverno ha poi sempre conquistato il tricolore a maggio. I bianconeri hanno vinto gli ultimi quattro gironi d’andata, eguagliando nel 2014 anche il record di punti (52) che avevano già stabilito nel 2006, ma mai si sono spinti al quinto di fila. Ci proveranno domani sera a Genova contro la Sampdoria, nonostante le assenze pesanti di Barzagli, Marchisio e Mandzukic e le numerose squadre che la precedono. La volata è combattuta come non era mai successo e per trovare quattro squadre in lotta per il titolo d’inverno a 90’ dalla fine bisogna addirittura risalire al gennaio 1991, quando l’Inter vinse il girone d’andata e poi la Sampdoria fece la sorpresa a maggio con il suo primo ed unico scudetto. Era un’altra Serie A  e un altro calcio, anche perché i ribaltoni sono rari. Nell’era dei tre punti, quindi dalla stagione 1994/1995, nel 74% dei casi chi è primo a gennaio lo è anche alla fine. E la percentuale sale al 100% dal 2004/2005. L’ultimo ribaltone, sentenze di Calciopoli a parte, è di 13 anni fa quando il Milan di Ancelotti conquistò lo scudetto d’inverno con 39 punti e a maggio si impose la Juve con 72.

 

 

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