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Conte e Allegri: stati d’ animo da sempre contrapposti.

Curioso è il destino di certe persone, che, pur essendo divise da un’ acerrima rivalità, finiscono con il trovarsi estremamente legate, connesse, unite in un rapporto quasi vitale e questo è il caso di due allenatori certamente molto bravi, i migliori in Italia in questo momento, che fin da subito si sono dati  battaglia sia sul campo, sia dietro un microfono. Stiamo parlando di Antonio Conte e Massimiliano Allegri, il primo allenatore della Juventus per tre lunghi e trionfali anni, il secondo attuale condottiero bianconero, chiamato a Settembre con il compito di sostituire il tecnico leccese. Torniamo, per un attimo, indietro nel tempo, quando Allegri, il 7 Maggio 2011 , portò il Milan alla vittoria dello scudetto con ben due giornate di anticipo, grazie allo zero a zero in casa della Roma, divenendo così il secondo allenatore più giovane a vincere questa competizione da quando si assegnano i tre punti. Ma ecco che,             nell’ estate dello stesso anno, la Juventus, dopo due stagioni disastrose, decide di affidare la propria panchina ad Antonio Conte, reduce da un’ emozionante promozione con il Bari: le cose cambiano immediatamente per Max che, lasciati da parte spumante e champagne e cominciato il campionato con animo piuttosto fiducioso, si accorge fin dalle prime giornate che, oltre al Napoli, a contendergli il secondo tricolore della sua carriera ci sarà proprio una rinvigorita Vecchia Signora. Eh già, quei ragazzi indiavolati si rendono autori di un’ annata incredibilmente emozionante, riuscendo a terminare il campionato da imbattuti e a riportare il tricolore dopo diversi anni in via Corso Galileo Ferraris. Nelle successive due stagioni, Conte prosegue nella sua scalata di successo, forte di una società solida, capace di procurargli un nuovo stadio e una rosa forte, mentre Allegri, costretto a veder partire tutti i campioni della propria armata a causa della difficile condizione economica rossonera, tenta di tenere in piedi, con tutto sé stesso, un edificio dalle fondamenta troppo deboli, tutto questo però non gli eviterà quell’ esonero che lo toccherà in seguito ad una pesante sconfitta in casa del Sassuolo il 13 Gennaio 2014.  In silenzio, assisterà sul divano di casa ai successi del suo collega, capace di vincere ben tre scudetti consecutivi e due supercoppe . Ma la vita è imprevedibile ed ecco che, in un caldo pomeriggio di Luglio del 2014, il tecnico salentino si dimette dal suo incarico per divergenze sul mercato. Cosa succede a quel punto?  Squilla il cellulare di un Massimiliano Allegri intento alla guida, pronto a recarsi nella sua Livorno per qualche giorno, e dall’ altra parte della cornetta un ansioso Beppe Marotta gli offre la panchina della squadra campione d’ Italia. Entusiasta di questa nuova possibilità, Max non ci pensa un attimo e accetta, mentre il suo rivale firma un contratto piuttosto oneroso con la nazionale italiana. Morale della favola? Il primo si trova meritatamente primo in classifica, agli ottavi di Champions e in semifinale di coppa Italia con il proprio club, conquistando, così, anche il cuore di quei tifosi che, inizialmente, parevano assai freddi nei suoi confronti ,mentre il secondo naviga nella difficile condizione in cui, ormai da tempo, si trova la nazionale, con poco tempo a disposizione per allenare e con i club che si dimostrano del tutto insensibili alla causa comune, sentendosi con le ali letteralmente tarpate, lui che, così giovane e forte, avrebbe potuto ambire alla panchina di una qualunque top europea. I due si sono rivisti qualche giorno fa a Vinovo, dove hanno tenuto un breve colloquio di due o tre minuti, ma si sa: questo è il destino di due anime da sempre contrapposte.

SIMONE GOLIA

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