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Coraggiosa, orgogliosa e un po’ sfacciata: la Juve smonta le critiche

Il pomeriggio del Bentegodi si è concluso con una vittoria, ma non è volato tutto liscio per i ragazzi di Allegri in quel di Verona, anzi. Dopo le tante, e forse eccessive, critiche piovute sulla Vecchia Signora a causa del deludente pareggio europeo contro il Lione fra le mura dello Stadium, ecco che Barzagli si fa male al secondo minuto di gioco, lasciando presagire una partita maledetta ai tanti tifosi juventini in trepidazione davanti alla televisione. Chiellini out, Rugani e Bonucci a mezzo servizio, Asamoah, Dybala e Pjaca assenti. Insomma, c’era ben poco da stare allegri e sereni, anche perché la paura di un nuovo passo falso o di una prestazione deludente incombeva pesantemente su Buffon e compagni. E poi tutte le polemiche settimanali sulle presunte parole del capitano bianconero e sul Dybala versione Lebron James: di beghe ce n’erano tante, troppi i sassolini nella scarpa da togliersi. E poi alla faccia dello scansarsi! Il Chievo chiude con quattro ammonizioni sul groppone una partita giocata con il coltello fra i denti, con tanti falli ai danni di Cuadrado e molti altri, alcuni dei quali anche abbastanza pesanti. Vanno fatti i complimenti ai ragazzi di Maran che, forse anche stimolatati dalle tante voci settimanali su un presunto scarso impegno da parte delle avversarie dei Campioni D’Italia, hanno voluto dimostrare sul campo che non per tutte vale lo stesso discorso. Missione riuscita, ampiamente. Ma la risposta della Juventus a tutto questo, a tutte le critiche e le fastidiose insinuazioni, si registra in due gesti tanto semplici quanto decisivi, ovvero il diagonale vincente di Mandzukic e la perla su punizione di Pjanic. Proprio quest’ultimo, uno dei giocatori maggiormente discussi, aveva molti occhi puntati addosso. Il centrocampista bosniaco non ha giocato la sua miglior partita, può e deve crescere tanto, necessita ancora di tempo per integrarsi al massimo, ma non si abbatte mai, proprio come la squadra per cui gioca. Per questo motivo, nonostante la triste consapevolezza dei mugugni e delle smorfie di disapprovazione di molti tifosi, si prende la responsabilità di calciare la punizione, trasformando una prestazione inferiore alla sufficienza in un pomeriggio che potrebbe rappresentare il suo rilancio. E che dire di Mandzukic? Ogni anno la stampa lo sentenzia ad inizio stagione, perché prima c’era Morata, poi Dybala e infine anche Higuain. I giornalisti non gli risparmiano voti negativi quando non segna e lo vedono nervoso, senza curarsi dell’enorme sacrificio che mette al servizio della squadra. E poi, tempo massimo un paio di mesi, eccolo lì che corre e pressa come un matto, che realizza gol decisivi e che finisce la partita con i crampi. Ma è tutta la Juventus a rispondere presente in un periodo reso difficile da aspettative, calendario ed infortuni, compreso quel Massimiliano Allegri che un giorno viene dipinto come un allenatore timoroso, un altro come un tecnico incapace di imprimere un gioco be preciso alla sua squadra. Lui però se ne frega e non guarda negli occhi nessuno, nemmeno Gonzalo Higuain, uno dei giocatori più pagati della storia del calcio. Lo leva per mettere Evra, un esterno difensivo, ripiegando ad un prudente 4-5-1 sul campo di una provinciale e beccandosi pure qualche fischio di disapprovazione. Ma poi dimostra di avere ragione, ancora una volta, perché da quel momento la Juve non solo non attraversa pericoli, ma ha inoltre occasioni clamorose a raffica e non riesce a chiudere i conti solo per una imperdonabile scarsa precisione sotto porta. Insomma, qualora ce ne fosse stato bisogno, la Juventus ribadisce a Verona la propria superiorità e una personalità fuori dal comune, perché reagire in queste condizioni si presentava come un’impresa tutt’altro che facile. Ora una sosta che cade a pennello, in quanto permetterà ad Allegri di recuperare qualche pedina fondamentale e di far riposare qualche giocatore veramente stanco. Andiamoci piano con le critiche a questa squadra: ha coraggio, fame e quel pizzico di sfacciataggine che serve. Ci sarà da divertirsi.

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