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Corsa fino all’ultimo istante per prendersi il posto accanto a Morata

Morata è il punto fermo questa sera, poi molto dipenderà dal sistema che sceglierà Allegri. La logica dice Dybala davanti al resto della concorrenza in attacco, difficile e impopolare infatti rinunciare a un piede tanto caldo, ma finora Max ha fatto parecchia fatica a rinunciare ai centimetri e alla generosità di Mandzukic. In Europa, per esempio, due volte su tre è partito titolare il croato, che con il Siviglia non giocò perché infortunato. «Decido solo a poche ore dalla gara – ha detto ieri il tecnico bianconero –, sia a livello di uomini sia per quanto riguarda il sistema».
SISTEMI Diciamo che con il 4-3-3 puro si farebbe preferire l’ex Bayern, mentre la coppia Morata-Dybala è per caratteristiche il terminale perfetto in caso di 3-5-2, «rombo» e 4-4-2. Di sicuro, comunque, il popolo juventino invoca a gran voce i ragazzi del ‘93, due che legano anche fuori dal campo. «Con Morata abbiamo un bel rapporto – raccontava Dybala a inizio ottobre –. Lui ha giocato nel Real, è cresciuto lì, ha fatto tanta strada e ha vinto molto: a me serve eccome per migliorare. Già prima che arrivassi a Torino, mi messaggiava per dirmi che sarebbe stato felice se fossi arrivato alla Juve». Paulo ci spera: l’ha buttata dentro già 7 volte in questa stagione, ma gli manca ancora il timbro nell’Europa che conta, cosa che Mandzukic ha già fatto, proprio nella gara d’andata contro il City.
IL CORTILE DI ALVARO Serata di gala, profumo di Champions, l’habitat naturale soprattutto di Alvaro Morata. Un gol in 11 presenze di campionato per lo spagnolo, che in Europa ha invece timbrato due volte in quattro gare: rete del 2-1 definitivo nella tana del City, gol d’apertura nel 2-0 casalingo rifilato dai bianconeri al Siviglia. C’è poco da fare, oltre confine è proprio Morata l’uomo immagine dei campioni d’Italia. Un cambio di marcia impressionate dallo scorso febbraio in poi: rete in casa e a Dortmund contro il Borussia (ottavi); decisivo nell’unica rete juventina (si procura il rigore poi trasformato da Vidal) contro il Monaco (quarti); altri due centri contro il Real in semifinale, quindi il punto del momentaneo 1-1 nella sfortunata finale di Berlino.

 

mandzukic

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