Home / News / SPECIALE MB – Dal campo all’università, da Pisa a Torino. Dottor Chiellini raccontato dal suo relatore: “Io, tifoso juventino da generazioni. Dopo il ritiro lo vedo in società e quel gol al Barca…”

SPECIALE MB – Dal campo all’università, da Pisa a Torino. Dottor Chiellini raccontato dal suo relatore: “Io, tifoso juventino da generazioni. Dopo il ritiro lo vedo in società e quel gol al Barca…”

Con la vittoria sul Pescara si è chiusa nel migliore dei modi la settimana perfetta della Juventus, iniziata con il successo ai danni del Chievo, proseguita con la fantastica notte di Champions e terminata con i tre punti ottenuti proprio ai danni degli abruzzesi. Ma chi, sicuramente, non dimenticherà questi ultimi dieci giorni di gioie, brividi e passione è Giorgio Chiellini. Il difensore bianconero infatti, oltre alle soddisfazioni calcistiche, ha tagliato un altro grande traguardo nella sua vita, quello della Laurea Magistrale  in Business Administration, conseguita presso la Scuola di Management ed Economia dell’Università degli studi di Torino. Un percorso, questo, nato da lontano, addirittura in un’altra città: “Eh già, quando si è trasferito alla Juve lui era già iscritto all’Università di Pisa – racconta in esclusiva ai nostri microfoni Pietro Paolo Biancone, professore di Financial Management e di Finanza Islamica nel capoluogo piemontese: “Poi ha terminato la triennale in Economia Aziendale qui a Torino, passando alla Magistrale in business Administration”. Nonostante una carriera in continua ascesa, gli allenamenti e le tante partite, Chiellini non ha mai alzato bandiera bianca, ponendo l’esperienza accademica fra le priorità: “Io l’ho conosciuto, se non ricordo male, all’esame di ragioneria ai tempi della triennale – continua il Professore – C’era sia una parte scritta che una orale da svolgere e quello che più mi ha colpito di lui era la tenacia di voler continuare un percorso universitario, impegnandosi quando invece i suoi colleghi si dedicavano ad altro, forti della loro giovane età e delle vaste disponibilità finanziarie. Poi nel corso degli anni non l’ho seguito particolarmente, però sentendo anche i colleghi è sempre stato uno studente molto preparato, desideroso di meritarsi fino in fondo ogni decimo di voto. Poi sa, per me è stato particolare. Sono tifoso juventino da generazioni, non un tifoso sfegatato ma comunque le partite me le guardo quasi tutte. Mi piace il bel calcio”. Non solo tackle o diagonali difensive, dunque. Non solo rinvii o gol di testa. Chiellini ha sempre marcato stretto il suo sogno di finire il percorso universitario, non lo ha mai mollato come con i vari Ibrahimovic, Messi e Cristiano Ronaldo. Dalla musichetta della Champions ai libri, dai 40 000 dello Stadium alle sale dell’Università di Torino. Così per mesi, anni, fino a qualche giorno fa: “Ho fatto da relatore alla sua tesi – Riprende il professore Biancone – Certo, non è stato facile seguirlo e vederlo con una certa frequenza. Sa, può immaginarlo, gli impegni sono sempre stati tanti”. Già, basti pensare che solo qualche ora prima Giorgio era a Napoli, a giocarsi la qualificazione alla finale di Coppa Italia nella bolgia del San Paolo. Troppo innamorato della sua Juve per non esserci, così tanto da portarla anche come oggetto di studio: “Sì, la tesi riguardava il modello Juventus, con riferimento alla valorizzazione del proprio marchio e alla gestione del capitale umano ed all’impatto delle stesse sulle performance calcistiche ed economiche. Tale modello di business è stato messo a confronto con quello del Real Madrid, storicamente orientato su grandi calciatori di nazionalità straniera, e con quello dell’Athletic Club e del Futebol Clube do Porto, club caratterizzati da particolari specificità”. Ma dopo una laurea del genere, possiamo già abituarci ad un Chiellini futuro dirigente della Juventus? “Beh, ha assunto delle competenze manageriali che possono tornare molto utili per una società sportiva – ammette il Professore – Presumo che le sue intenzioni siano quelle di applicare le conoscenze acquisite in questi anni di studio”. E poi Chiellini ha festeggiato a modo suo. Non lo ha fatto mangiando una pizza come noi comuni mortali, ma con un gol in Champions al Barcellona: “No, dopo il gol non l’ho sentito. Però sa cosa? Poteva farlo solo di testa, perché in certe occasioni serve quella e lui ne ha tanta”.

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