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Dal sogno triplete alla rivoluzione, ma la Primavera bianconera vince ancora: Grosso come Allegri dopo la finale di Berlino

Ripartire non è mai facile, soprattutto quando sei stato sul punto di vincere tutto e il tempo ti impone di cambiare. Sono questi i casi in cui sale in cattedra la società che, con le sue capacità gestionali, deve essere brava a non far bloccare la macchina vincente, a far sì che tutto prosegua come prima. E’ successo alla Juventus di Allegri che, dopo essere stata ad un passo da uno storico triplete e dopo aver visto il proprio sogno frantumarsi sotto i colpi di Messi, Suarez e Neymar, non è rimasta ferma al palo, cambiando ben sedici giocatori in poco più di un anno e mezzo: via i vari Tevez, Morata, Pirlo, Vidal e Pogba, vere colonne portanti di una squadra che dominava in Italia e diceva la sua anche in Europa. Dentro giovani scommesse come Dybala e Alex Sandro, guerrieri come Mandzukic e Lemina, campioni affermati quali Higuain e Dani Alves. Il risultato è sempre lo stesso, la Juventus continua a vincere sebbene ci voglia ancora del tempo per amalgamare certi meccanismi di gioco.

La stessa cosa, anche se in dimensioni molto più ridotte, può essere applicata alla Juventus Primavera: i ragazzi di Grosso, solo un anno fa, hanno disputato ben tre finali, dallo scudetto alla Coppa Italia, passando per il torneo di Viareggio. Purtroppo, alla fine, il bottino non è stato dei più felici, perché Favilli e compagni sono riusciti ad aggiudicarsi solo la celeberrima Coppa Carnevale. Molte lacrime, dunque, pianti dettati dalla delusione di non aver alzato certi trofei e dalla consapevolezza che quella, molto probabilmente, sarebbe stata l’ultima occasione per tanti di loro. Così effettivamente è stato. In estate in molti hanno fatto le valigie per farsi le ossa nella loro prima stagione nel calcio dei grandi: via Vadalà (In prestito alla Uniòn Santa Fé), Pozzebon (Prestito all’FC Gron), Favilli (Tornato a Livorno), Di Massimo (Tornato dal prestito), Lirola (Prestito al Sassuolo), Carlos Blanco (Al Lausanne Sport), Zappa (Prestito al Pontedera) e altri ancora. Morale della favola? In occasione della prima partita di campionato di quest’anno, terminata a reti bianche sul campo dell’Udinese, ben nove giocatori su undici erano diversi rispetto alla formazione schierata da Grosso nell’ultima partita del campionato passato, la maledetta finale scudetto persa dai bianconeri per mano della Roma. La Primavera ha, dunque, ricominciato un altro ciclo, proprio come è successo ai grandi. Dopo aver cambiato così tanto, nonostante l’importanza di alcuni acquisti estivi, non era facile tornare a vincere con costanza. Tuttavia, grazie alle nove vittorie ottenute nelle dodici partite disputate, i giovani talenti juventini sono di nuovo in vetta alla classifica, seguiti da Chievo e Torino a qualche punto di distanza. E se il percorso in Coppa Italia si è interrotto troppo presto e in maniera troppo deludente agli ottavi contro la Fiorentina, è anche vero che la Primavera bianconera è riuscita a qualificarsi ai sedicesimi di Youth League, un traguardo importantissimo per una squadra italiana a livello giovanile. Insomma, sarà una seconda parte di stagione da vivere tutta di un fiato, ma le premesse sono delle migliori. La Juventus, per l’ennesima volta, ha saputo ripartire e adesso fa paura a tutti.

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