Home / News / Dalla Juve all’Argentina Dybala sulle orme di Tevez

Dalla Juve all’Argentina Dybala sulle orme di Tevez

Quando hai vent’anni la stanchezza non la senti, soprattutto se hai l’adrenalina alle stelle e vuoi che domani arrivi il prima possibile. Paulo Dybala la notte tra domenica e lunedì ha dormito poco e niente, perché all’alba era già all’aeroporto di Caselle. Destinazione Argentina, col compagno Max Pereyra, costretto a soddisfare mille curiosità. Paulo l’ha riempito di domande sulla nazionale durante il lungo volo, perché per lui è il primo viaggio verso la maglia albiceleste. Dybala in Argentina troverà Carlos Tevez, il connazionale di cui ha raccolto il testimone nella Juve, anche se con le dovute proporzioni, e di cui sta cercando di seguire le orme. Passo dopo passo, anche se Paulo è poco più di un ragazzo, arrivato a Torino con la valigia piena di sogni più che di esperienze, mentre l’Apache si è legato alla Signora quando era già un attaccante navigato, con una Champions in bacheca e parecchi anni di Premier sulle spalle. Dybala non è Tevez, giusto ribadirlo, però le statistiche raccontano un percorso simile negli inizi bianconeri. Carlitos segnò quattro reti nelle prime dieci gare, una in Supercoppa e tre in campionato, Paulo ha fatto altrettanto nello stesso numero di partite. Non male per uno che ha dovuto sempre guadagnarsi la pagnotta, scrive La Gazzetta dello Sport.
MEDIA da campione Tevez era il campione che la Juve aspettava per rimandare in campo la dieci di Del Piero, non ha mai dovuto fare i conti con la concorrenza. Paulo è un talento in pectore, un progetto di fuoriclasse che deve lottare e sgomitare per dimostrare di essere da Juve, dove sulla carta davanti a lui ci sono Morata e Mandzukic. Tevez nel 2013-14 fu titolare 9 volte su 10 e giocò 807 minuti, Dybala ha iniziato solo la metà delle partite e una volta (col Genoa) è rimasto fino alla fine seduto in panchina, mettendo insieme in totale 542 minuti. Il primo Carlitos bianconero faceva un gol ogni 201 minuti, praticamente uno ogni due partite, Paulo al momento ha un rendimento migliore: un centro ogni 135 minuti. Segno che il ragazzo cresce bene e non ha patito il salto nella grande squadra.
RIGORE CHE Dà FIDUCIA Per un attaccante la cosa più importante è sentire la fiducia. Tevez non ha avuto bisogno di conquistarla, per lui parlava il curriculum, Dybala invece ha capito subito che il prezzo del suo cartellino (40 milioni) non sarebbe stato sufficiente per garantirgli il posto fisso. Ha assaggiato la panchina subito, in Supercoppa, ma quando è entrato ha segnato il primo gol juventino alla Lazio, esattamente come era accaduto all’Apache due anni prima. In campionato ha fatto centro in tre delle quattro partite in cui è stato titolare. Allegri contro il Bologna sull’1-1 ha tolto il rigore dai piedi di Morata e Pogba per affidarlo a lui: questa sì che è una dimostrazione di fiducia. E’ il secondo che calcia e che segna. Anche Tevez era uno dei tiratori scelti, insieme a Vidal e Pirlo. Torino è lontana chilometri e chilometri dall’Argentina, ma c’è da scommetterci che anche in Sudamerica si parlerà di Juventus. Nessuno meglio di Tevez può raccontare a Dybala come si fa a diventare protagonista nella Juve. Carlitos grazie ai gol bianconeri ha riconquistato la nazionale dopo tanti anni, a Paulo la nuova squadra è già stata utile per entrare nelle grazie di Tata Martino. Se poi arriverà anche il debutto contro Ecuador (venerdì) o Paraguay (mercoledì 14), magari con Tevez in campo, allora sì che tutto sarà perfetto.

 

 

Dybala

Check Also

RASSEGNA STAMPA, I titoli sulla Juventus

Questi i titoli dei quotidiani sulla Juventus: Tuttosport: “Juve di nuovo innamorata” Corriere dello Sport: …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *