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Damascelli: “Juventus Stadium: modello da imitare”

Il giornalista de Il Giornale, Tony Damascelli, fa un attenta analisi sulla questione stadio e ricavi: “Lo Juventus stadium esaurito per gli ottavi di finale di coppa Italia è la notizia dell’anno. Da raccontare ai nipoti increduli. Perché mai il torneo aveva fatto registrare una affluenza “ai limiti della capienza” come diceva l’immenso Sandro Ciotti. Notizia del secolo perché i nostri stadi sono cartoline miserabili, immagini desolanti di gradinate vuote, curve deserte. Mentre il cosiddetto stadio virtuale, cioè la televisione e il pubblico che assiste all’evento da casa, aumenta i suoi spettatori, lo stadio reale, quello di mattoni e riflettori, di erba e di spogliatoi, è diventato un cimitero, una discarica, un sito di violenze, evitato dal grande pubblico per motivi che sono mille. Lo sport più popolare si ritrova oggi a fare i conti con una crisi interna, oltre che internazionale, una crisi di miopia e di egoismo, potrei aggiungere di ignoranza dovuta agli interessi privati di molti dei suoi dirigenti che non hanno compreso, dopo la conquista del titolo mondiale della nazionale nel 2006, in parallelo con lo scandalo di Calciopoli, che sarebbe stato opportuno voltare pagina e scattare in avanti, invece di fermarsi a festeggiare sotto il cielo di Berlino o davanti alla ghigliottina dei condannati. Controllando i fatturati dei nostri club è facile notare come la Juventus, modello per il nostro football, sia al nono posto europeo con 272,4 milioni, preceduta dai colossi spagnoli, Real Madrid e Barcellona (518,9 e 482,6), dai tedeschi del Bayern (431,2), dai due Manchester, dal Paris Saint Germain, dalle inglesi Chelsea e Arsenal. La stessa Juventus che era quarta prima di Calciopoli, grazie al lavoro imprenditoriale del suo amministratore delegato Antonio Giraudo, ha perso dunque posizioni che sta cercando di recuperare con la proprietà dello stadio. Obiettivo inseguito da altri club italiani, a parole per il momento, con promesse di investimento e progetti clamorosi in conflitto con la burocrazia e i lacci politici del nostro Paese. I ricavi dal match-day sono bassissimi rispetto alle realtà continentali proprio perché i nostri dirigenti non hanno compreso quale possa essere l’importanza dello stadio ufficiale preferendo il format comodo dello stadio virtuale che garantisce le entrate e non necessità di proposte e idee innovative. La media spettatori dell’ultima stagione in Italia è stata, in percentuale di riempimento degli stadi, del 56,6 contro il 96% della Bundesliga, il 95 della Premier, il 70 della Ligue 1 e il 68 della Liga.”

Simone

 

 

 

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